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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Quando un amore finisce: i tempi “giusti” per elaborare le separazioni ad alta conflittualità

“Quando un amore finisce e un matrimonio è a pezzi la prima vittima è la memoria sincera, l’onesta, imparziale rievocazione del passato. Troppo scomodo, troppo in conflitto con il momento presente. E’ il fantasma della antica felicità al banchetto della rovina e della devastazione”.

McEwan “Nel guscio”, Einaudi, Torino, 2017

Quando un amore finisce:
i tempi “giusti” per elaborare le separazioni ad alta conflittualità
di Silvia Lepore

Non fa più notizia la fine di un amore, di un matrimonio; spesso, anche se ci sono figli, la decisione di separarsi viene presa così velocemente da uno dei partner che l’altro non ha neppure il tempo di capire cosa stia accadendo. Rapido, almeno al principio, ma non indolore: le separazioni ad alta conflittualità aumentano e molte coppie si ritrovano nel vortice di violenti ed interminabili conflitti che si trascinano in anni di guerra fatta di ripicche, provocazioni e reciproche umiliazioni.
Nulla di più facile allora che perdere la memoria, quella onesta, sincera e imparziale di cui ci parla McEwan. Se ne vanno anche i bei ricordi, i momenti importanti e le emozioni ad essi legati: il primo incontro, la decisione di dare stabilità all’unione e di avere un figlio. La memoria passa attraverso la ricostruzione processuale in cui viene riscritta, manipolata e si perde per sempre.
Cancellare può essere una scorciatoia per gli adulti ma non per i figli, per i quali è importante sapere che alle radici delle loro origini c’erano due persone che provavano qualcosa l’uno per l’altro e avevano idea di ciò che facevano insieme. La dissoluzione del legame di coppia porta con sé un profondo senso di spaesamento, di minaccia all’integrità psichica; l’interminabile spirale di violenza, che ha come obiettivo conscio quello di separarsi, finisce per essere una scelta inconscia di mantenere in vita il precedente legame che, anche se misero e sofferente, è comunque meno minaccioso e disorganizzante del cambiamento. Le conseguenze si ripercuotono sui figli che assistono impotenti e sconcertati alla follia dei genitori.

Ripristinare la memoria

La psicoanalisi nel lavoro con le coppie e le famiglie propone un ripensamento creativo della storia individuale e del piccolo gruppo, che è possibile soltanto accettando di riattraversare l’esperienza vissuta, la storia emotiva, per comprendere ciò che è accaduto, elaborarlo e aprire a qualcosa di nuovo. Nelle situazioni di grave conflittualità famigliare spesso gli interventi necessitano di due tempi, il primo il tempo dell’urgenza, della messa in sicurezza, il secondo il tempo dell’elaborazione. Mediazioni o coordinamenti genitoriali sembrano necessari nell’immediato della caduta delle capacità genitoriali: una prima fase, il tempo delle decisioni concrete e non procrastinabili.
E’ però importante un secondo tempo, più lento, diverso, che può anche sovrapporsi al primo, in cui la psicoanalisi possa aiutare le persone, in coppia o separatamente, a pensare e a riprendere su di sé quanto è andato perduto, a riparare le inevitabili ferite narcisistiche, a ricostruire un’identità individuale e a ritrovare un pensiero famigliare. Come suggerisce Renzo Piano dopo il crollo del ponte Morandi, per la ricostruzione non sono credibili tempi record, ci vogliono tempi giusti “bisogna fare presto, ma non in fretta”.

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