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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Depressione

di Luca Bruno

Descrizione: tono dell’umore basso, passività e impotenza

La depressione è una condizione patologica caratterizzata da un’importante caduta del tono dell’umore, dalla perdita di interessi per le relazioni e per il lavoro, dalla riduzione della possibilità di provare piacere e da alterazioni delle funzioni fisiologiche (alimentazione, sonno, cura di sé, vita sessuale). Tutto può apparire grigio, incolore, indifferente, lontano, estraneo, in una condizione mentale e fisica di passività e impotenza. Dominano i pensieri negativi (perdita di motivazioni e della possibilità di dare significato e valore alla vita, senso di colpa e di vuoto, idee di suicidio) e il sentimento prevalente assomiglia a quello del cordoglio.

Non va confusa con la tristezza e le normali variazioni dell’umore.

Tipi di depressione

Esistono differenti forme di questo disturbo. La depressione può essere reattiva ad eventi dolorosi della vita (fallimenti, traumi, eventi catastrofici, separazioni, perdite), può riscontrarsi nei disturbi nevrotici (associata all’ansia), nei pazienti borderline (come disforia e irritabilità) o psicotici (con sintomi deliranti). La forma più grave è detta depressione maggiore o melanconia e si caratterizza per una massiccia inibizione accompagnata a un crollo dell’autostima con autorimproveri.

La distimia è la forma depressiva che si presenta come umore cronicamente depresso.

La depressione può essere ciclica o bipolare (alternanza tra stati depressivi e stati di eccitamento maniacale), inoltre può essere mascherata da altre condotte o sintomi somatici.

Infine, può essere secondaria ad altri tipi di patologie o in particolari condizioni psichiche e della vita, come ad esempio nel disturbo dell’adattamento o nel periodo successivo al parto.

Depressione nel ciclo della vita

Può comparire già in infanzia (con forme e sintomi diversi da quelli descritti, ad esempio sono frequenti i disturbi psicosomatici, dermatologici, comportamentali, i problemi di rendimento scolastico), in adolescenza, in età adulta e negli anziani. Può esprimersi come unico episodio (con differenti livelli di intensità e gravità) o essere ricorrente o perdurare per un’ampia parte della vita.

Le origini della depressione e le scoperte della psicoanalisi

Le cause della depressione includono fattori psicologici profondi, ma anche derivanti dall’ambiente familiare-sociale e talvolta anche biologici, costituzionali ed ereditari. Alcuni tipi di depressione richiedono, oltre alla psicoterapia, l’ausilio di farmaci.

Una situazione della vita che comunemente determina una reazione depressiva non patologica è il lutto. Freud distinse il processo normale del lutto da quello di una severa patologia depressiva, la melanconia, una condizione in cui l’Io risulta “impoverito e svuotato” ed il lutto avviene nell’inconscio. Il melanconico sperimenta un profondo avvilimento, si autorimprovera e attende una punizione, ma questo attacco contro di sé sembra derivare da una latente accusa e spinta aggressiva rivolta ad altri che sono stati manchevoli, deludenti, abbandonici e con cui inconsciamente si identifica.

Tra le difese patologiche contro la depressione si evidenziano i meccanismi maniacali. Nella mania, i vissuti depressivi vengono inconsciamente negati e rovesciati in un’esaltazione euforica irrealistica che sfocia in eccitazione, iperattività e in vissuti di giubilo, potenza e trionfo.

La cura psicoanalitica

La psicoanalisi oggi può aiutare ad affrontare i disturbi depressivi, comprendendo i motivi inconsci dei vissuti di perdita che investono la vita pulsionale. Nella relazione con l’analista vengono rielaborati gli stati affettivi, per riconnetterli alle rappresentazioni inconsce a cui sono legati.

La cura psicoanalitica consente un lavoro profondo sull’autostima e sui meccanismi narcisistici sottostanti, elaborando il conflitto tra aspetti ideali di sé e la realtà. Può permettere un recupero della capacità di amare e di provare interesse per il lavoro e per le relazioni. Nel percorso possono evidenziarsi profonde ambivalenze affettive, il ruolo delle intense e spesso non riconosciute spinte aggressive e di odio che come ombre sono state indirizzate verso di sé e che alimentano il ritiro, l’inibizione, la regressione e l’anestesia emotiva.

L’analista aiuta a dare voce al dolore muto, a tollerare e affrontare il vissuto di “perdita di senso”, a ricostruire significati, a riparare aspetti del mondo interno per proteggere e donare linfa alla vita psichica. E’ nel campo affettivo creato dal transfert che si possono ritrovare ricordi importanti e fantasmi inconsci per comprendere la complessità del disturbo depressivo.

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