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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Dipendenza: tipologie, manifestazioni e la cura della psicoanalisi

di Camilla Giraudi e Giancarlo Galli

Le varie tipologie di dipendenza

Con il termine “dipendenza” ci si riferisce a una moltitudine di differenti situazioni: accanto alle più conosciute dipendenze da sostanze psicoattive (come alcol, droghe o farmaci), vengono attualmente descritte altre tipologie di “dipendenze senza sostanza” o dipendenze comportamentali, che riguardano la messa in atto incontrollata di attività socialmente accettate, come la dipendenza da lavoro, quella sessuale o affettiva, da gioco d’azzardo, da Internet, lo shopping compulsivo, l’ortoressia (l’abnorme attenzione alle regole alimentari e alle scelte dei cibi) fino alla dipendenza da allenamento sportivo.

Le manifestazioni patologiche e le sintomatologie psicofisiche: ansia e depressione

A differenziare l’adozione sana di questi comportamenti da quella patologica sono il costante pensiero a quell’attività anche quando non la si sta svolgendo che porta a continuare a ricercarla (craving), il bisogno di continuare ad aumentare il tempo ad essa dedicato (tolleranza), la difficoltà a ridurlo pur volendoci provare, legato al malessere sperimentato quando si è costretti a interromperlo (astinenza), un’evidente e progressiva compromissione sociale e lavorativa che non viene ammessa o viene nascosta da chi ne soffre, che si ritrova a mentire rispetto al reale spazio di quel comportamento nella sua vita, l’incapacità di resistere alla tentazione di metterla in atto (compulsività), legata alla perdita del controllo sperimentata in quell’ambito, fino allo sviluppo di sintomatologie psicofisiche, come i disturbi d’ansia, la depressione, i disturbi del sonno, stanchezza e svogliatezza.

La psicoanalisi per trattare il disagio e alleviare l’angoscia

Le problematiche legate alla dipendenza possono manifestarsi negli adolescenti e negli adulti e possono sottendere problematiche e funzionamenti molto diversi, da valutare caso per caso. Generalmente, la comparsa delle conseguenze descritte sopra porta alla luce comportamenti di dipendenza già consolidati che generano allarme nei famigliari che ricercano rapidi interventi concreti (inserimento di figure e metodi di controllo o contenimento, farmacoterapie) con la speranza magica che si possa così risolvere il problema. Più raramente, sono le persone stesse ad attivarsi nella richiesta di un intervento di cura, riconoscendo un bisogno che va oltre il sintomo evidente. La psicoanalisi, sottraendosi a questa dimensione del fare, si interroga sul disagio profondo che ha generato queste situazioni, che erano sembrate alla persona sofferente le uniche risposte possibili per ottenere un immediato sollievo a un’angoscia profonda e incomprensibile.

Perché la psicoanalisi?

Comprendere le dinamiche psichiche profonde alla base dei comportamenti è lo specifico del lavoro analitico che può essere quindi utilmente impiegato nella cura di queste patologie, dal momento che la dipendenza è innanzi tutto una modalità relazionale, distinguibile e differenziabile dall’oggetto della relazione di dipendenza, che è invece ciò che più facilmente attira lo sguardo. Dipendere da un oggetto, una sostanza, una persona, paradossalmente rappresenta una fallace via di fuga dal dilemma della dipendenza: la sigaretta che gestisco perché “tanto smetto quando voglio” rappresenta bene l’utilità della scelta paradossale di una dipendenza per sentirsi indipendenti. Il legame instaurato con gli oggetti di dipendenza sembra far mantenere l’illusionale onnipotenza e autosufficienza; la regola del tutto o nulla è ancora lontana dall’essere tramontata e non è tollerato un modo di relazionarsi adulto, che contempli l’esistenza della reciprocità, le sfumature dell’ambivalenza e la sopportazione delle frustrazioni.

Nel lavoro psicoanalitico, la persona sofferente passa proprio attraverso una dipendenza relazionale, quella con il proprio analista, riconoscendo e affrontando nel rapporto le paure e le ambivalenze connesse a un legame profondo, per sostituire la dipendenza patologica e distruttiva con una sana e costruttiva, attraverso la possibilità di investimenti su di sé, sugli altri e su obiettivi personali.

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