skip to Main Content
Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

“La speranza che abbiamo di durare”: recensione del libro

La speranza che abbiamo di durare
Una storia di amore e psicoanalisi
di Emilio Masina
Lit Edizioni Srl – 2019

Recensione a cura di Pietro Roberto Goisis

Dialogo tra uno psicoanalista e un ‘non so’

“Questo libro è una dichiarazione d’amore per la psicoanalisi!”.

“Ma come fai a dirlo? A me sembra che in molti passaggi parli male della psicoanalisi…”.

“Hai ragione, ma in quei racconti più che altro sembra parlare con amarezza delle Istituzioni Psicoanalitiche”.

“Ma scusa, quale è la differenza? Psicoanalisi e Istituzioni non sono la stessa cosa?”.

“Caro ‘non so’, qui inizieremmo un discorso lungo e che ci porterebbe lontano. Torniamo al libro! Hai visto che anche nel sottotitolo si parla di amore e psicoanalisi? Forse potremmo parlare di un amore deluso…che ne dici?”.

L’autore del libro

Mi fa piacere condividere i pensieri che si sono attivati durante la lettura di questo libro.

Partiamo dall’autore, onde evitare conflitti d’interesse, sempre possibili e imbarazzanti.

Con Emilio ci conosciamo solo professionalmente da moltissimi anni, uniti da due passioni certe e condivise, la psicoanalisi e gli adolescenti. Fu proprio in qualche Congresso nazionale o internazionale sul tema che, pur provenendo da due città lontane e in epoche nelle quali gli scambi tra colleghi lontani erano più difficili, trovammo una stima e una simpatia reciproca.

In seguito, ognuno con le proprie vicende professionali, tra le quali anche l’appartenenza a due Società Psicoanalitiche (rispettivamente la SPI e la AIPsi) sorelle gemelle siamesi “separate dopo la nascita”, ci perdemmo di vista.

Poi, all’improvviso, la notizia della pubblicazione del suo libro. Non sapevo nulla delle sue ambizioni letterarie, del suo piacere nella scrittura, del suo desiderio di raccontare e comunicare.

Assistiamo da tempo alla proliferazione di pubblicazioni, scritti, libri, romanzi da parte di psicoanalisti e affini. È un fenomeno iniziato ben prima della pandemia da Coronavirus. Fa parte ed è connaturato al cambiamento non solo epistemologico, ma anche teorico e clinico, di tutto il mondo psicoanalitico a partire dalla cosiddetta “svolta relazionale”. Esempi di questo tipo hanno sempre colpito la nostra immaginazione. Abbiamo avuto esempi illustri e di grande successo, a partire da Oliver Sacks e Irvin Yalom oltre oceano. Ma anche in Italia possiamo ricordare Alberto Schoen già nel 1997, poi Stefano Bolognini, Loredana Micati, infine Marcello Turno (e certamente ne dimentico, ahimè e sicuramente, alcuni).

Negli ultimi anni, in realtà, a fianco di autori maggiormente impegnati sul versante narrativo, ognuno con il proprio stile e taglio letterario, stiamo assistendo ad una nuova espressione creativa difficilmente classificabile. Sono opere che si muovono tra diversi generi letterari e per tale motivo poco classificabili. Pur tuttavia con uno scopo e un intento comune: la voglia di raccontare il nostro lavoro e qualcosa di ciò che accade nella stanza d’analisi. E anche di noi analisti.

Romanzo, saggio, memoir

Emilio ci ha provato con l’ambizione di un romanzo che si impernia introno alla storia sofferta del rapporto fra un analista, il “dottore” e una paziente, dagli esiti imprevisti e imprevedibili.

Quindi, è un romanzo, ma anche un saggio e forse parzialmente pure un memoir.

È sostanzialmente quello che ho avvertito nel libro di Masina. Ma non solo.

Ho davvero ammirato profondamente la sua capacità di scrittura, piacevole, brillante, scorrevole, accattivante. Il tema del libro ovviamente è di grande interesse per me. Sono rimasto incuriosito e affascinato da tutti i passaggi nei quali si è messo in gioco e parla di sè. In questo senso mi è rimasta la curiosità di sapere qual è il confine fra autobiografia e fantasia, ma già la curiosità è un segnale di qualità e di qualcosa che rimane nel lettore. La narrazione è molto accattivante e ho trovato nel testo la stessa arguzia e inventiva che ho apprezzato anche in altri brevi racconti che lui ha pubblicato anche sui social. La sua è un’operazione ambiziosa, ma necessaria.

In primo luogo quindi lo ringrazio per averci provato e per averci regalato questa sua fatica. Globalmente mi sembra riuscita e ammiro anche l’impegno che ci ha messo per farlo conoscere e per accompagnarlo come un bimbo che orgogliosamente sta cercando di crescere.

Le note critiche

Veniamo ora alle note critiche. Se di recensione si tratta, non ci si può sottrarre.

Sono due sostanzialmente i punti.

Il primo riguarda una certa “pesantezza” sui temi psicoanalitici. Ma questo ovviamente riguarda il modo con cui ognuno intende la pratica psicoanalitica e il rapporto con la psicoanalisi stessa. È una questione, mi viene da dire, di gusti e di sensibilità e di orientamenti anche teorici. Con i quali si può essere più o meno in sintonia. O forse può essere dipeso, piuttosto, dallo sforzo di presentare qualche pillola di psicoanalisi, partendo necessariamente dalle basi. E sappiamo bene quanto sia difficile far capire i nostri concetti al di fuori degli addetti ai lavori.

L’altra, legata alla prima, riguarda la questione che ho cercato di anticipare all’inizio. Emilio Masina, per certi aspetti, sembra davvero un innamorato un po’ tradito dal suo amore di una vita intera. Non è la psicoanalisi che lo ha deluso, quanto, come raccontano alcuni aneddoti (autobiografici?), l’impianto delle selezioni, dei giudizi e dei passaggi societari. Allora, in quei racconti (pure intensi, divertenti e toccanti) traspare una sofferenza, una delusione, quasi velata di rancore. Così succede poi, forse per reazione, che appare poi, quasi esasperata, una specie di idealizzazione della stessa psicoanalisi e delle sue origini nella figura del “fondatore”. Ironica forse, toccante certamente.

Spero, comunque, di aver reso il senso dell’incontro con un libro che non passa inosservato nel panorama letterario e nell’incontro con il lettore. Affascinato soprattutto dalla passione di un autore che saprà darci ancora occasioni di scambi e narrazioni.

 

Back To Top