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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Tommaso Senise

a cura di Enrico DeVito

Tommaso Senise è stato in Italia il fondatore della psicoanalisi dell’adolescenza e molti psicoanalisti e psicoterapeuti continuano a riconoscere nel  suo modello  il loro principale riferimento teorico e clinico.

Chi poi ha potuto usufruire direttamente del suo insegnamento ha  sperimentato la sua speciale maniera di dialogare e comprendere.

Senise era una persona dotata di  grande capacità empatica, di accettazione e rispetto per l’altro e che trasmetteva con immediatezza la sua profonda convinzione  che queste fossero le componenti essenziali per stabilire una relazione .

Comunicava i suoi pensieri e le sue emozioni con spontaneità e chiarezza , creando le condizioni perché lo stesso atteggiamento prendesse forma nella mente  dell’altro e divenisse lo strumento essenziale per la conoscenza di sé.

Era nato a Napoli nel 1917  e lì aveva studiato, laureandosi in Medicina e Chirurgia e lavorando poi per qualche tempo presso la Clinica Neuropsichiatrica.

La “napoletanità” è rimasta un elemento significativo della sua persona, dai suoi modi di gentiluomo al gusto per la  vita,  combinati con una malinconia riflessiva e una  contenuta passionalità.

Nel dopoguerra si era trasferito a Milano per diventare Assistente presso gli Ospedali Psichiatrici Provinciali. Aveva iniziato poco dopo la sua analisi con Cesare Musatti.

Nel 1952 passò a dirigere il Centro Medico Psicopedagogico dell’Ente Nazionale per la protezione della Madre e del Fanciullo: cominciò quindi in quegli anni ad occuparsi di problematiche dell’età evolutiva e di situazioni rese drammatiche anche per il contesto ambientale in cui si sviluppavano. Dal 1957 divenne dirigente del Gabinetto Medico Psicopedagogico del Centro Lombardo di Rieducazione per Minorenni del Ministero di Grazia e Giustizia.

Questo incarico, svolto con grandissimo impegno, lo portò ad approfondire la sua esperienza professionale con gli adolescenti e ad avviare collaborazioni fruttuose e durature con altri colleghi (in particolare con Giovanna Giaconia e con Maria Teresa Aliprandi) a cui andava comunicando l’entusiasmo e le idee.

Molti ragazzi devianti sono stati aiutati da Senise: la sua sensibilità lo portava a sostenere le risorse più nascoste delle ragazze e dei ragazzi anche nei casi più difficili  e a riaccendere la speranza.

Nel 1969 divenne Membro Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana con funzioni di training, ma oltre a questo, con grande generosità, continuò a formare  alla psicoterapia degli adolescenti molti altri operatori ,in particolare psicologi  e assistenti sociali  dei Servizio Pubblico .

Senise dava molto importanza alla diffusione della comprensione psicoanalitica delle problematiche adolescenziali in tutti gli ambiti sociali e  a dialogare con i genitori e gli insegnanti.

La sua visione sociale e la sua curiosità lo portavano  a partecipare volentieri a  incontri nelle scuole  o in altri ambiti informali. Si aveva l’impressione che desse più valore a queste situazioni che agli ambiti accademici o congressuali.

D’altra parte la vasta esperienza clinica e l’attività di formazione ( ha condotto  per  lungo tempo  corsi presso il Centro di Psicologia Clinica della Provincia di Milano diretto da Giovanni Carlo Zapparoli ) hanno portato Senise ad elaborare teorie e metodologie che  rimangono fondamentali per il  trattamento delle condizioni psicopatologiche dell’adolescenza[1] .

Il suo contributo è stato pionieristico e di grande originalità: ad esempio nella concettualizzazione  del setting di consultazione finalizzato all’esplorazione del Sé   e nel dare spazio e importanza  al lavoro con i genitori  nella psicoterapia dell’adolescente.

La tecnica proposta da Senise (rivolta in particolare ai soggetti con problematiche di identità più o meno gravi) si discosta  dalla tecnica psicoanalitica “classica” fondata sull’interpretazione di transfert e consiste nel favorire il funzionamento  dei “processi di individuazione” dell’adolescente.

“Il senso del rapporto si costituisce dalla nostra posizione identificatoria e da quella controi-dentificatoria dell’adolescente… Se l’adolescente ci sceglie, quali strumenti del suo pensiero da utilizzare per i suoi processi di individuazione, egli investe con libido narcisistica il nostro ruolo nei suoi confronti, costituendo un legame oggettuale particolare. Tale rapporto riecheggia quello che il bambino ha con la madre nella fase della precostituzione del Sé.”[2]

E’ evidente come questi concetti  prefigurino quelli dei teorici della psicoanalisi intersoggettiva e delle psicoterapia basata sulla mentalizzazione.

Ho conosciuto  Tommaso Senise  nel 1978 : da allora fino alla sua fine(nel 1996) ho avuto con lui  un rapporto stretto, intenso e prezioso per la mia vita personale e professionale.

Gli sono enormemente grato per il suo insegnamento, per la sua fiducia e il suo supporto paterno.

In particolare mi ha sostenuto nel realizzare il Progetto A , il Centro di Consultazione e di psicoterapia psicoanalitica  per adolescenti di S. Donato Milanese , di cui è stato per molti anni Supervisore e dove molti Colleghi Psicoanalisti del Centro Milanese di Psicoanalisi hanno collaborato nell’offrire trattamenti psicoanalitici secondo il ”modello Senise” a tantissime ragazze e ragazzi.

Tommaso Senise è stato una persona che aveva una grande cura dei suoi legami, da quelli familiari a quelli con gli amici, con i collaboratori, con gli studenti, con i pazienti.

Ha vissuto questi legami con autenticità e con una potente tensione etica , indicando a tutti noi  il valore insostituibile della  ricerca di libertà.

 

[1] Un approfondita presentazione delle   teorie e della   metodologia di Tommaso Senise è contenuta nel libro “Psicoterapia breve d’individuazione” scritto con la collaborazione di Maria Teresa Aliprandi e Eugenia Pelanda

[2]  T.Senise(1981):” Per l’adolescenza: psicoanalisi o analisi del Sé ?” Gli Argonauti,91.

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