di Maria Grazia Gallo
Per chi si trovasse a visitare Como in questo periodo, transitando sul bel lungo Lario Trento, sarebbe piacevolmente sorpreso da una scultura in bronzo che campeggia sul balcone di un palazzo d’epoca: una bambina che regge un mondo composto visivamente dalle linee sovrapposte dei continenti con i colori dell’arcobaleno e al neon .
Il titolo dell’opera è “Io siamo terra” ed è un biglietto da visita dell’autore Christian Balzano e della mostra che qui espone dedicata al tema della resilienza a lui caro e della convivenza.
“Io siamo..” non è un errore ortografico, indica il concetto di convivenza intrinseca alla nostra esistenza e come da un errore si possa rinascere. L’opera è un monito ed un omaggio al futuro; tutti viviamo ma soprattutto conviviamo con tutta la complessità che questo comporta ma anche la ricchezza : la piccola bambina che regge il mondo colorato è un monito e al contempo un messaggio forte rivolto al futuro.
Fa venire in mente la piccola/grande Greta che cerca di risollevare le sorti del mondo e del nostro futuro risvegliando le nostre coscienze collettive.
Siamo individui ma anche collettività e cresciamo insieme come singoli, differenziati e specifici, ma insieme agli altri e all’interazione continua e onnipresente con loro. Mi dice Balzano, che incontro in quest’occasione: “ insieme al nostro passato fatto di avi”, “di catene transgenerazionali “ diremmo noi psicoanalisti . Siamo tutto ciò che sono stati gli altri.
Dice Balzano:”Siamo frammenti di antichi codici….tradizioni memorabili alla ricerca della libertà….Noi siamo lo spazio”.
Per Christian Balzano si tratta di risollevarsi, dopo le cadute e i “crolli”: questa è la resilienza, tema più che mai attuale, ma il modo in cui la racconta C. Balzano, artista livornese ,affermato che ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero, è davvero originale, intenso e profondo: un percorso interiore dai risvolti psicoanalitici.
Resilienza deriva dal verbo latino “resilire” cioè “rimbalzare” ed è vista in tanti modi e sotto tanti aspetti: “non è come si cade, ma come ci si rialza “che fa la cifra del nostro esistere e l’immagine del toro di Balzano a testa in giù in caduta che si riflette su superfici specchiate e “rimbalza” ne è la metafora; è un riflettersi introspettivo in apparenti precipizi che sconfinano e rimandano al sollevamento e viceversa. : non è così chiaro se si sta cadendo o ci si sta alzando.
Non mi pare che questa visione dell’artista del “crollo” di winnicottiana memoria sia semplicistica e sbrigativa o buonista: l’operazione è complessa, lo sforzo è potente e le energie investite sono tante: si tratta di reagire ad eventi traumatici sia individuali, sia collettivi.
Di fatto, il vigore, la potenza e la forza vitale delle sue opere ben è rappresentata e concentrata nella figura del toro che domina con la sua possenza la scena del mondo e l’arena della vita; un toro svincolato e ‘liberato’ dal suo significato tradizionale e stereotipato: accanto alla sua forza ed istintualità c’è anche la fragilità e vulnerabilità, la sua capacità di adattamento e di reazione;è una figura ancestrale nella sua concezione e una metafora dell’esistenza.
Ma di quale esistenza? Un ‘esistenza fatta di contrasti, di opposti, di conflitti interiori: gioia e sofferenza, apparenza e sostanza, consapevolezza e incoscienza, certezza e dubbio, appartenenza ed esclusività ( e così tanti altri..) che Balzano ben rappresenta attraverso immagini alternate , una accanto all’altra;
ll concetto che sta alla base è sempre lo stesso :la nostra individualità si fonda sull’alterità, l’identità è intersoggettività, stratificazione e interazione continua di esperienze, composizione e ricomposizione di conflitti e loro superamenti attraverso forme, modalità e modificazioni “resistenti”(vedi immagini ).
Anche le superfici dorate e metalliche che Balzano utilizza come sfondo non vogliono alludere allo splendore e allo sfarzo in linea con questa nostra società dell’immagine,non sono un colore , ma hanno a che fare con il processo di ossidazione : l’artista mette un acido sopra la lamina e nel tempo la lamina subisce come il nostro corpo e la nostra mente una trasformazione; quello che si vede è il risultato di un processo e di un lavoro con il tempo e sul tempo (interiore ed esteriore, di ciò che appare e di quello che ci sta sotto, un processo inconscio…). Balzano “gioca” con il tempo e si diverte a prendere delle decisioni sia razionali sia istintive o a fare riflessioni e pensieri nel qui ed ora di cui non “controlla” lo sviluppo nel tempo, “insaturi” e aperti a trasformazioni e modificazioni .
E’ arricchente l’incontro con l’artista Balzano; nel congedarmi da lui mi scrive una dedica sul suo catalogo che termina con l’immagine di un toro e la scritta “W la vita!”.
Intanto uscendo, rivedo le sue sculture di toro dai titoli: ”Io siamo sogno”, “Io siamo equilibrio” “Io siamo Libertà”.