Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: Partecipare in prima persona
di Anna Ferruta
Nelle nostre stanze di terapia psicoanalitica a poco a poco tutti sono tornati a occupare il loro posto, sul lettino o sulla poltrona o sulla sedia, in prima persona, riemergendo dal periodo di ripiegamento e chiusura nelle sedute a distanza online del periodo covid…. I corpi parlano, occupano spazio, trasmettono emozioni attraverso i gesti, i sorrisi, il vibrare del sentire nei volti, le modulazioni della voce, gli inciampi nell’entrare e nell’uscire, in tutte le forme che la vitalità psichica trova per esprimersi negli incontri e nelle comunicazioni con l’altro.

Per realizzare uno sviluppo costruttivo delle persone e della società non sono sufficienti idee giuste e buoni contesti, è necessaria una partecipazione personale che metta in gioco un coinvolgimento pieno, una responsabilità che non può delegare ad altri il potere sulla propria persona, sulle menti come sui corpi. Anche le strade delle città del 25 aprile si sono riempite di una folla multiforme di voci e colori: i giovani son tornati!I cortei per l’anniversario della Liberazione avevano l’animazione e la vitalità delle manifestazioni che eravamo abituati a vedere nei filmati storici: sorrisi, abbracci, sollievo di essere usciti da diverse forme di chiusura e rinuncia a fare sentire la propria voce in eventi importanti. In prima persona, per occupare un posto nella vita personale e sociale, senza lasciarsi sostituire da dispositivi anonimi di varia provenienza e iniziare a ‘sognare’ di decidere qualcosa della loro vita condivisa con gli altri.