Le differenze di genere: esperienze in psicoanalisi e oltre
di Paola Ferri
Il Congresso SPI e IPA a Milano il 9 settembre 2023 ha dato voce a un dibattito controverso e cruciale che sta avvenendo nell’ambito delle società di psicoanalisi globali. Frances T. Salo promuove l’apertura a nuovi orizzonti sul tema, evitando categorizzazioni su sessualità e genere, mentre Sarantis Thanopulos allerta sul rischio di omologazione dei generi e sulla possibile scomparsa della sessualità, specialmente la repressione della sessualità femminile attraverso il concetto “fluidità”, con conseguente declino delle relazioni umane.

Genere e sessualità nello sviluppo psichico
Paul Lynch affronta il controverso legame tra sessualità come pulsione e ambiente, evidenziando l’evoluzione del concetto di Edipo. Ha sottolineato l’influenza dell’ambiente e delle figure di riferimento rispetto alla visione di Freud sull’anatomia come destino.
Paola Marion solleva invece la questione dell’origine dell’identità di genere, riferendosi a Bauman e sottolineando che questa non dovrebbe essere predefinita ma scoperta. Le biotecnologie e i dispositivi virtuali presentano sfide identitarie e frammentazioni, che possono essere considerate come molteplicità. La definizione di sé parte dall’Ideale dell’Io fino all’Io ideale, precedendo l’identità di genere.
Fluidità di genere, ambiente e stati diversi del sé
Tiziana Bastianini e Luca Bruno hanno discusso dell’interazione tra ambiente e sviluppo identitario, sottolineando che il genere è spesso plurale, mentre il sesso è duale. Hanno evidenziato l’importanza della triangolarità per identificare la dialettica tra diverse identità.
Eva Reichelt ha presentato il caso di Kim de l’Horizon, un individuo che usa una scrittura dall’autore definita “fluida” e non si identifica come uomo o donna. È in questo caso evidente il tormento legato a proiezioni negative transgenerazionali che si associano alla necessità di esibire il corpo come prova di esistenza.
Mauro Manica esplora le nuove definizioni di Edipo, sottolineando l’importanza di un’attiva spinta all’emancipazione e l’accettazione dell’amore romantico del bambino. Ha introdotto il concetto di “buchi bianchi” nell’identità, come rappresentanti di un’angoscia di vita.
Leticia G Fiorini e Simonetta Bonfiglio hanno concluso sottolineando l’importanza di evitare condizionamenti ideologici nella ricerca e la necessità di ripensare ai modelli di sessualità, perversione e identificazione multipla. Il confronto appena iniziato solleva importanti questioni che richiedono ulteriori ricerche e discussioni.