Psicoanalisi e Rock – Sulle tracce del trauma
di Vittorio Gonella.
Recensione a cura di Caterina Meotti
Il rapporto tra psicoanalisi e musica, storicamente discontinuo, nel corso del tempo ha consentito di approfondire ambiti di ricerca differenti – tra cui la soggettività dell’esperienza di ascolto, il processo di creazione musicale, nonché l’esperienza acustico-sonora nell’incontro con l’altro – ma ha lambito solo marginalmente la specificità di alcuni generi musicali tra cui la musica rock: proprio ad essa si rivolge Vittorio Gonella attraverso questo testo insolito e stimolante.

L’Autore, da sempre appassionato e grande conoscitore della musica rock, sceglie la forma del racconto per introdurre il lettore nella biografia di grandi artisti della scena musicale passata e presente. La possibilità di muoversi a cavallo tra la dimensione storica e quella onirica è uno degli strumenti che lo psicoanalista utilizza nella propria pratica clinica e Gonella proprio a questa fluidità creativa attinge nel raccontare le vicende di personaggi la cui impronta umana e artistica ha riverberato su intere generazioni di amanti del rock.
Il libro non si limita a sovrapporre concetti psicoanalitici e musicali, ma li intreccia in una lettura originale, dove l’ascolto diventa anche esplorazione delle vicende umane non solo di grandi artisti, ma anche di coloro che questi musicisti hanno conosciuto e amato.
Le icone del rock che si susseguono nel tessuto narrativo creato grazie ai racconti – dai Beatles a Jim Morrison, da Bruce Springsteen a Kurt Cobain, solo per citarne alcuni – dialogano non solo con autori psicoanalitici, ma anche con i loro ascoltatori e con il lettore. Ci si ritrova immersi in una sorta di bagno sonoro e narrativo dove il rock si configura come terreno di scambio e come manifestazione di conflitti psichici, desideri, traumi e fantasmi collettivi.
Gonella ci invita all’ascolto – anche grazie ai QR code che rimandano alle numerosissime canzoni che punteggiano i racconti – e ci sollecita a leggere o rileggere i testi come materia pulsante fatta di emozioni, suoni, parole e silenzi. Ne emerge una riflessione profonda sul ruolo della musica, sulle sue valenze transizionali, sul potenziale terapeutico insito in essa, specialmente in alcune fasi o situazioni di cambiamento.
La scrittura è accessibile, ma mai banale: alterna riferimenti clinici e teorici a passaggi più narrativi e intuitivi. È un libro che può interessare sia chi viene dalla psicoanalisi sia chi è appassionato di musica, ma soprattutto chi è curioso di guardare oltre la superficie di entrambi i linguaggi.
Psicoanalisi e Rock – Sulle tracce del trauma
di Vittorio Gonella
Prefazione di Anna Cordioli
Ed. Alpes 2025