

EVENTO ONLINE SU PIATTAFORMA ZOOM
28 novembre 2025 (ore 21.00)
Nell’ambito dell’iniziativa “Libri al CENTRO”
il Centro Milanese di Psicoanalisi
PRESENTA
IL PENSIERO AFFETTIVO
Ginevra Bompiani, Sarantis Thanopulos
(Feltrinelli Editore, 2025)
Dialoga con l’autore Giacomo Calvi
Partecipa alla serata la coautrice, Ginevra Bompiani
Conduce la serata Vincenzo Greco
EVENTO ONLINE SU PIATTAFORMA ZOOM
Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti
Iscrizioni aperte fino al 26 novembre
ISCRIVITI QUI –> LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE
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Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti
Iscrizioni aperte fino al 26 novembre
Gli iscritti riceveranno per tempo le credenziali a Zoom
“Una pratica di amicizia, un palleggio fra amici”: così Ginevra Bompiani definisce questo scambio in forma epistolare con lo psicoanalista Sarantis Thanopulos.
Come nasce quest’occasione? Da un’idea fuggevole che, ci dice Bompiani, l’ha attraversata e poi, invece di fuggire, si è rintanata. L’idea è semplice come un’illuminazione, ed è che l’affetto sia una forma del pensiero.
A partire da questa intuizione, semplice solo in apparenza, si dipana il dialogo di due menti che cercano di pensare insieme in modo diverso. E la domanda è: nella mente dell’infante, nasce prima il pensiero o l’affetto? E che cosa cambia in noi a seconda di come rispondiamo a questa domanda? Siamo di fronte a un universo di possibili risposte: ci sono quelle dettate dalla filosofia o dalla psicoanalisi, dal mito o dalle neuroscienze e le risposte suggerite da quella materia infuocata che è l’inconscio. E poi ci sono le risposte che i due amici con-tendenti costruiscono, una lettera dopo l’altra, ognuno con il suo stile, con il suo modo di pensare, ognuno ascoltando quello che pensa l’altro ma cercando di non perdere il proprio filo, perché man mano che procedono, intorno a questa piccolissima differenza (è nato prima il pensiero o l’affetto?) si ricostruisce il rapporto fra realtà e illusione, fra emozione e ragione, fra passione e calcolo. Un rapporto incandescente e mutevole, come la faccia di Pulcinella che ballando il suo valzer con Colombina offre ora il volto della morte, ora la maschera comica del burattino.
È la pratica stessa dell’amicizia tra i due autori a rivelarsi strumento conoscitivo, disciplina in cui pensiero e affetto, libertà e dipendenza si congiungono e camminano insieme verso una meta nascosta nella foresta.
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