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Notizie dal divano

Per la nuova rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Voglia di istituzioni” di Anna Ferruta

Per la nuova rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Voglia di istituzioni” di Anna Ferruta

La psicoanalisi ci insegna che se si ha un lettino, un divano su cui distendersi, sicuro, tranquillo, nella penombra, con la temperatura giusta, si riesce a sognare e quindi in qualche misura a dare respiro a progetti, a espansioni del Sé e all’accoglienza di diversità imprevedibili, come quelle che ospitiamo nei nostri sogni.

Anna Ferruta

Inauguriamo con questo post la nuova rubrica del Centro Milanese di Psicoanalisi. Una delle nostre più illustri analiste, Anna Ferruta, la prima domenica di ogni mese, ci racconterà l’attualità, vista dal … divano dell’analista. Una visione che include, che amplia, che permette nuovi scenari.

Voglia di istituzioni

Negli ultimi tempi l’elezione del Presidente della Repubblica, approdata nell’elezione di Mattarella, ha catalizzato l’attenzione degli italiani. Ci possiamo chiedere: come mai?  È perché, come alcuni giornali hanno scritto, si è trattato di una specie di X Factor in cui interessa vedere chi vince e chi perde, e ad essere amata è la conflittualità, la competizione? Oppure la concentrazione dell’attenzione  contiene qualcosa di più significativo e di più autentico?

Forse in questa attenzione da parte di tutti c’è una voglia di istituzioni, come necessità e mancanza  di un senso di appartenenza a qualcosa di sicuro, necessario perché  da questa base comune possa espandersi e crescere una possibilità di libertà e di scelte individuali.

Al contrario, a lungo nel senso comune si è creato un appiattimento tra l’idea di istituzione e l’idea  di libertà e creatività personale.  Su questo la psicoanalisi ha qualcosa da dire, perché  l’esperienza analitica  ci insegna che proprio  se si ha  un lettino, un divano su cui distendersi, sicuro, tranquillo, nella penombra, con la temperatura giusta, si riesce a sognare e quindi in qualche misura a dare respiro a progetti e  espansioni del Sé  e all’accoglienza di diversità imprevedibili come quelle  che ospitiamo nei nostri sogni.

Una contrapposizione tra istituzione e libertà creativa individuale è in qualche modo artificiale, perché proprio se c’è una buona base di appartenenza istituzionale tranquilla, uno stato che funziona bene, una scuola attiva, una sanità che non costringe a lunghe attese, allora c’è tempo per sognare e sviluppare una creatività individuale. Naturalmente gli artisti lo sanno benissimo. Può venire in mente il film della Disney “Up” dove un gruppo di palloncini trasporta la casa del protagonista, che è una appartenenza sicura, nel luogo che si è sempre sognato, nel quale si sperava di arrivare, che si sperava di riuscire a raggiungere. Quindi in qualche modo possiamo  pensare che la voglia di istituzioni si sia manifestata in questo momento dell’elezione del Presidente della Repubblica non come espressione di un desiderio di inquadramento e di staticità, ma come desiderio di quella base sicura comune che permette, come il lettino della seduta analitica, di  decollare per il sogno e la creatività.

foto di Roberto Basile – www.robertobasilephoto.eu