Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Le rovine dei templi”
di Anna Ferruta
In questi giorni che precedono l’interruzione delle sedute per la pausa delle vacanze estive, le associazioni libere che si affollano nelle sedute vedono succedersi in sequenza paesaggi accoglienti con prati e alberi che fanno ombra, ruscelletti rinfrescanti, nella forma di fantasie in cui rifugiarsi per trovare ristoro alla calura opprimente, e scene di rovine, di edifici distrutti, di devastazione urbana, continuamente rese presenti dai Notiziari relativi alle guerre in corso, così prossime geograficamente e emotivamente… Pochi sogni, scarseggiano i sogni …
Nelle associazioni della mia mente di psicoanalista compare un passo del saggio di Freud di L’avvenire di un’illusione (1927, p.455):

“Ero già un uomo molto maturo allorché per la prima volta mi trovai sul colle dell’Acropoli di Atene, fra le rovine dei templi, con lo sguardo rivolto al mare azzurro. Alla mia felicità si mescolò un sentimento di stupore che sembrava voler dire: “Dunque è davvero così come abbiamo imparato a scuola!”. Quanto superficiale e debole doveva essere stata allora la mia fede nell’effettiva verità di ciò che ascoltavo, se ora potevo essere così stupito!”. (1927, 455).
Anch’io mi chiedo se è vero quello che abbiamo imparato a scuola, quel mondo di valori sacri di pace giustizia convivenza civile, in cui ci hanno insegnato ad avere fede e che ora appare come un mucchio di rovine che con l’ingombrante realtà delle macerie ostruisce la capacità di sognare un mondo diverso. Eppure, in contraddizione con questa percezione di realtà, sentiamo che quel mondo di valori aveva una qualità di autenticità che, sia pure in rovine, sopravvive dentro di noi. Non è facile continuare a sognarlo….