psicoanalitico, con particolare attenzione alla Shoah e alle sue implicazioni psicologiche. Formata all’Istituto di Psicoanalisi di Parigi, ha sviluppato un approccio che mette in relazione gli strumenti della psicoanalisi tradizionale alle problematiche contemporanee relative al trauma collettivo e individuale.

Uno degli aspetti distintivi del lavoro di Eva Weil è il suo interesse per le conseguenze psicologiche della Shoah. La sua ricerca si è concentrata sul modo in cui il trauma della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah non solo ha segnato i sopravvissuti, ma ha avuto un impatto duraturo sulle generazioni successive. In particolare, Weil ha esplorato come il trauma possa essere trasmesso attraverso le famiglie, influenzando i figli dei sopravvissuti, che vivono spesso con il peso di esperienze mai vissute direttamente, ma sempre presenti nella memoria familiare.
Un tema centrale nella sua riflessione è quello del trauma transgenerazionale, che descrive come il dolore e la sofferenza dei sopravvissuti alla Shoah possano essere ereditati dai loro discendenti, anche senza un’esperienza diretta del conflitto. Questo fenomeno si traduce in difficoltà nell’elaborazione del lutto e della memoria, così come nella difficoltà di fare i conti con la storia collettiva. Weil ha dedicato molta attenzione all’importanza della memoria storica e psicoanalitica, sottolineando il ruolo cruciale che il ricordo delle atrocità della Shoah gioca non solo nella cura psicoanalitica, ma anche nel processo di costruzione dell’identità individuale e collettiva.
Oltre al suo lavoro sul trauma e la Shoah, Eva Weil ha avuto un ruolo significativo nella diffusione della psicoanalisi in contesti più ampi, trattando tematiche legate alla psicologia dei conflitti, alla cura del trauma e alla comprensione delle dinamiche familiari. La sua attività accademica e professionale l’ha portata a confrontarsi con le sfide psicologiche poste dai grandi traumi storici, cercando di applicare gli strumenti
psicoanalitici per un’elaborazione profonda e consapevole di esperienze collettive dolorose e promuovendo il dialogo interculturale e la consapevolezza storica.
Il lavoro di Eva Weil è un contributo importante nella comprensione della Shoah attraverso la lente della psicoanalisi e la sua opera e il suo impegno rappresentano un contributo prezioso nella lotta contro l’indifferenza e l’oblio, sottolineando l’importanza di un approccio empatico e consapevole per affrontare i traumi del passato (e le tragedie del presente) e costruire una società futura che possa essere più inclusiva e solidale.
GIORNATA DELLA MEMORIA 2025
Domenica 26 gennaio – 9.30-13.30
Casa della Cultura, via Borgogna 3, Milano
LE RADICI DELL’ODIO Antisemitismo ieri e oggi