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Un libro al centro

“Abitare una casa” a cura di L. F. Bianchi e P. Conti

By 7 Luglio 2022Luglio 25th, 2022No Comments

ABITARE UNA CASA Il lavoro clinico con gli adolescenti nei servizi di Neuropsichiatria
A cura di Luigi Federico Bianchi e Patrizia Conti
Casa editrice: Mimesis
Anno: 2022

Il volume descrive e racconta il lavoro degli operatori nei servizi della NPIA, a contatto con la domanda di aiuto, con i bisogni espliciti e non visibili, e con le gravi patologie adolescenziali e del contesto familiare. I contributi raccolti scritti da neuropsichiatri, psicologi, educatori illustrano la complessità del lavoro clinico con l’adolescente, a partire dalle tematiche dell’accoglienza e della valutazione diagnostica, passando per i percorsi di cura e di riabilitazione: psicoterapia, trattamento farmacologico, intervento educativo e socio assistenziale. Confrontandosi drammaticamente con l’agito del paziente, con le rotture dei legami intrafamigliari, con il transfert e controtransfert, e con le proiezioni intense sugli operatori coinvolti, il libro valorizza il ruolo e la funzione del gruppo nel contesto della cura, mostrando la necessità del lavoro di rete all’interno dell’équipe curante.

(Tratto dalla quarta di copertina)

Luigi Federico Bianchi, psicologo clinico e psícoterapeuta, è Psicologo dirigente UONPIA presso l’ASST Fatebenefratelli-Sacco, Milano. È membro associato S.P.I. e I.P.A.

Patrizia Conti, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, è Dirigente U.O.C. UONPIA presso l’ASST Lariana, Como. È membro associato S.P.I. e I.P.A.

Il libro è nato dalle riflessioni  dei curatori, psicoanalisti che lavorano nei servizi pubblici, sulla loro attività quotidiana con gli adolescenti difficili, sulla qualità dell’ascolto e sul valore trasformativo dell’equipe, in contesti “di frontiera”. Nei contributi di coloro che,  a vario titolo operano nei servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, l’intento è restituire profondità al pensiero degli operatori e accogliere la polifonia a volte dissonante e frammentata, cercando di trasformarla in una espressione corale di senso.questo è reso possibile da un continuo lavoro di risignificazione degli agiti dei pazienti, ma anche degli operatori che operano in contesti di urgenza, e questo è la funzione propria dello psicoanalista presente in istituzioni che lavorano con i pazienti gravi. Produrre pensieri è ciò che permette di ricostruire una casa, un tessuto, uno sfondo un ambiente che sappia essere contenitore, condizione preliminare e necessaria per riaccendere fiducia e speranza ad ogni attività terapeutica.

Confrontandosi drammaticamente con l’agito, con le rotture dei legami intrafamiliari, con transfert e controtransfert e proiezioni intense sugli operatori della sofferenza e dal disagio si costruisce il lavoro della equipe. Nessuno salva nessuno; l’adolescente si costruisce attraverso i propri legami familiari che contribuisce a costruire, così nell’incontro con gli operatori dei servizi contatto, fuga, azione parlante, agito, dolore indicibile, speranza, sono momenti sempre presenti nel percorso di cura.

Nei capitoli che si susseguono, sottotraccia  si fanno strada le spinte trasformative che  i servizi più o meno consapevolmente offrono ai ragazzi con sofferenza borderline  e alle loro famiglie. La trasformazione è resa possibile se le cose vanno bene , quando l’ambulatorio con tutti gli operatori che vi lavorano diviene una “casa emotiva” che contiene e sostiene la crescita.

Attraverso i contributi entriamo nei corridoi dei servizi, delle comunità, dei reparti di neuropsichiatria infantile, ne respiriamo le tensioni, lo spirito vitale e il disorientamento, ci appassioniamo ai modelli di intervento, ai successi e ai fallimenti.