Skip to main content
Il fatto scelto

“Estensione di alcuni concetti psicoanalitici all’interno di contesti sportivi” di Paola Chieffi

Estensione di alcuni concetti psicoanalitici all’interno di contesti sportivi
di Paola Chieffi

La burrasca che ha coinvolto la Federazione Ginnastica Italiana, dopo la denuncia di abusi da parte di alcune ginnaste, penso apra un capitolo piuttosto complesso rispetto ai giovani e allo sport soprattutto quello di alto livello.

Nel caso più attuale che riguarda la ginnastica ritmica femminile si parla di maltrattamenti alle  atlete di una prestigiosa scuola di ginnastica da cui sono uscite numerose  promesse della nazionale italiana. Le accuse fatte da alcune di loro parlano di pressioni da parte degli allenatori per il controllo ossessivo del peso, umiliazioni e vessazioni cosi pesanti da far emergere in ragazzine che sognavano di diventar campionesse olimpiche fantasie di suicidio e comunque gravi disagi psicologici. Le numerose denunce hanno portato la magistratura ad indagare alcuni tecnici federali responsabili dei programmi di allenamento per presunti comportamenti vessatori ed abusi psicologici.

Non è questa la sede per dare un  parere sull’argomento peraltro assai complesso ma sicuramente potrebbe essere utile ipotizzare una possibile formazione per gli allenatori volta a migliorare le loro competenze psicologiche e relazionali. Gli allenatori infatti, soprattutto in questo tipo di discipline, in cui si cimentano atleti di età preadolescenziale e adolescenziale diventano per le atlete e gli atleti dei sostituti genitoriali.

Il mondo sportivo, soprattutto quello di alto livello è un mondo particolare dove la dimensione psichica come nei bambini molto piccoli sembra potersi esprimere prevalentemente attraverso il linguaggio corporeo. All’interno del corpo, infatti, si concentra una gran parte del mondo psichico dell’atleta che si esprime attraverso la sua capacita di vincere e di perdere o come mezzo di espressione non solo delle sue emozioni ma anche del suo dolore psichico, testimoniato dagli innumerevoli e inspiegabili incidenti in cui intercorrono alcuni atleti.

È in tal senso che la tecnica dell’Osservazione del neonato secondo il modello di Ester Bick  “permettendo di cogliere la compresenza nel bambino dei due livelli somatico e psichico e di intuire lo svolgersi del processo che sulla base delle sensazioni corporee consente il progressivo emergere della vita mentale”, diventa importante strumento conoscitivo anche in campo sportivo.

L’obbiettivo di questo lavoro già portato avanti presso alcune Federazioni Sportive, è applicare l’osservazione e il colloquio clinico nella formazione degli allenatori sportivi al fine di facilitare la loro relazione con i propri atleti favorendo l’apprendimento della tecnica sportiva e del risultato agonistico.

“Allenare” gli allenatori a vedere come l’accadere psichico sia presente, al di là di quanto si pensi, nella loro relazione con gli atleti e mostrare loro come alcune emozioni esistano anche laddove sembrano essere molto lontane diventa un caposaldo della loro formazione.