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Pandemia, questa parola del lessico della medicina è entrata prepotentemente nel linguaggio quotidiano sconvolgendo il nostro orizzonte spazio/temporale. La sua radice greca – pan–demos, «tutto il popolo» – rivela l’estensione di un rischio catastrofico che minaccia l’umanità. La morte, con il suo corredo di angosce, ha fatto irruzione nel nostro mondo della vita facendo emergere la provvisorietà, l’incompiutezza dei dispositivi socio-culturali, tecnico-scientifici e dell’apparato politico-istituzionale, mettendo a nudo il nostro essere senza garanzia. Il cammino del progresso in cui la cultura della modernità ha depositato il bisogno di sicurezza si è scontrato contro una realtà che ne ha disvelato i limiti, l’ illusorietà del per sempre, costringendo l’uomo ad interrogarsi sulla propria finitezza, la fragilità di «essere prima di ogni altra cosa un Io-corpo» (Freud). Paradosso della contemporaneità in cui l’ Io-corpo sembra ricadere sotto l’egida dell’invulnerabilità nello sport, nel body building, nelle cure estetiche, tramite il furor curandi, tecniche tese a dilazionarne sempre più la caducità. Questa minaccia violenta ha sconvolto le nostre abitudini di vita lavorativa e relazionale, sovvertendo le leggi della prossimità, dell’ intimità e della capacità di stare soli, in quanto possono essere sottratte al desiderio personale e divenire condizioni coatte. «L’ intreccio della mia vita con le altre vite», la trama intersoggettiva è divenuta improvvisamente, infatti, il luogo stesso di un rischio per la vita, facendo di ognuno di noi simultaneamente un possibile agente e/o vittima di un contagio mortale.
Il rapporto con l’ambiente della vita, quella colleganza con l’ambiente che ha rappresentato per noi la nicchia ecologica non pensata del nostro quotidiano si è improvvisamente dissolta in un paesaggio spopolato, immobile, come pietrificato; «la finestra sul cortile» inquadra adesso una città vuota, desertificata, che riflette un senso angoscioso di estraniamento e di solitudine.
In questo clima di ansia e paura diffusa, di spaesamento di cui non si vede la fine, il tempo si è contratto in un presente sospeso portando all’aperto il complesso intreccio relazionale di ciò che chiamiamo natura umana, la sua strutturale interdipendenza con l’ambiente cosiddetto non-umano, come il salto di specie del corona virus ha drammaticamente evidenziato.
In questo scenario in cui anche i «garanti meta-sociali» sono messi in crisi, «la macchina del mito» da più parti, focalizzando «un fatto prescelto», costruisce narrazioni contraddittorie, discordanti, conflittuali che ostacolano la percezione dell’insieme, sollecitando risposte e reazioni emotive che indeboliscono e persino attaccano i vincoli di solidarietà che tengono insieme il tessuto sociale.
In questo tempo spaesato, in cui ogni giorno siamo esposti ad una lotta tra la necessità di controllo e il bisogno di legame, di vicinanza affettiva, di solidarietà, la psicoanalisi, contro ogni tentazione auto ed etero distruttiva trova ancora la forza di una parola di speranza: «Eppure in questa debolezza c’è qualcosa di particolare: la voce dell’intelletto è fioca, ma non ha pace finché non ottiene udienza. Più e più volte pervicacemente respinta, riesce alla fin fine a farsi ascoltare. Questo è uno dei pochi punti che consentono un certo ottimismo per l’avvenire dell’umanità.» (Freud S. L’avvenire di un’illusione.).
Sisto Vecchio
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GLI INCONTRI
martedì 9 febbraio 2021 / ore 21.00
VIVENTE UMANO E VIVENTE NON UMANO
Saluto del Presidente eletto SPI : Sarantis Tanhopulos
Carlo Alberto Redi – Accademico dei Lincei, Prof. Ord. di Zoologia Università. degli Studi di Pavia
dialoga con
Alessandro Bruni – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training, Roma
Chair Sisto Vecchio – Psicoanalista SPI e IPA, Milano
martedì 9 marzo 2021 / ore 21.00
GESTIONE DEI POTERI NELLE PANDEMIE NEL CORSO DELLA STORIA
Aurelio Musi – Prof. Ordinario di Storia Moderna, Università. di Salerno
dialoga con
Giovanni Foresti – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training, Pavia
Chair Cristina Saottini – Psicoanalista SPI e IPA, Milano
martedì 13 aprile 2021 / ore 21.00
IMMUNITÀ E DISUMANITÀ AI TEMPI DELLA PANDEMIA
Roberto Esposito – Filosofo, Prof. Ordinario di Filosofia Teoretica, Scuola Normale Superiore di Pisa
dialoga con
Ronny Jaffé – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training SPI e IPA, Milano
Chair Anna Ferruta – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training, Milano
martedì 11 maggio 2021 / ore 21.00
COVID 19: L’AMBIENTE DI VITA TRA SPAZI INTERNI E SPAZI URBANI
Enrico Pinna – Architetto, Presidente associazione culturale AMS (Architettura Modernità e Scienze), Genova
dialoga con
Cosimo Schinaia – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training, Genova
Chair Cristina Riva Crugnola – Psicoanalista SPI e IPA, Segretario Scientifico del CMP, Prof. Associato Psicologia Dinamica Università Bicocca, Milano