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Eventi aperti - Coorganizzazioni

Frontiere della psicoanalisi 2022: vivere pensare ai margini della catastrofe

By 11 Maggio 2022Maggio 13th, 2022No Comments

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Sin dalla nascita, la psicoanalisi non ha mai smesso di interrogare la contemporaneità, ma, contrariamente alle Weltanschauungen, lavora nei dettagli, alle vicende singolari delle persone in sofferenza in cui rintraccia l’esito negativo di procedure autobiografiche in debito di dispositivi culturali contraddittori, eterogenei, discronici, talvolta arcaici, che ne hanno deciso in qualche modo il destino. Ne deriva che il vertice osservativo proprio della psicoanalisi, pur non consentendo visioni totalizzanti della società, rappresenta un prisma privilegiato di interpretazione del presente. Un presente che si mostra disomogeneo, «epoca di frammenti» (W. Woolf), di smarrimento (C. Bollas). Di questo tempo nelle nostre stanze di analisi incontriamo le trascrizioni soggettive delle tracce profonde della Kulturarbeit, il lavoro della cultura, strutturale alla costruzione della persona, che ne rivelano, contro ogni riduzionismo, le fragilità, le faglie, le fratture, i fallimenti.
Volgere lo sguardo ai fenomeni culturali, sondare il fragile equilibrio della civiltà, come testimonia il pensiero freudiano, è portare allo scoperto la fragilità dell’uomo, la sua impotenza originaria, l’insolubile conflitto tra pulsioni di vita e distruttività alla base di ogni processo di civilizzazione, della creazione continua e sempre rinnovata della cultura.
L’indagine di Freud, “grande disillusionista”, che pone «il patto con la barbarie» a fondamento di ogni illusione civilizzatrice e culturale, raggiunge in Psicologia delle masse e analisi dell’Io una sintesi lucida delle ipotesi relative ai fenomeni psicosociali di cui oggi possiamo apprezzare l’attualità.
L’ipotesi di Freud è che l’origine della «barbarie» riguarda un’organizzazione primaria dell’individuo essenzialmente narcisistico-pulsionale etero ed autodistruttiva che la ragione, il lavoro della cultura, tende ad arginare/trasformare al servizio della vita. In particolare, l’analisi dei processi di immedesimazione, introiezione cannibalica, di identificazione alla base della vita sociale e, al tempo stesso, dalle potenzialità più alienanti e distruttive, mostra tutta la sua pertinenza clinica in rapporto ai fenomeni identitari individuali e collettivi del nostro presente.
Eventi catastrofici, come la pandemia da Covid 19, evidenziano la fragilità di questo patto, svelano l’instabilità di cui siamo fatti. In questo tempo di crisi si assiste ad una sorta di «reviviscenza dell’orda originaria» caratterizzata dall’emergere di linee di forza scomposte, anacroniche, derive destoricizzanti, massificanti, risorgenze di comportamenti, rituali, funzionamenti mimetici, irrazionali, magici, nostalgie negazioniste di retaggi culturali catastrofici.
Sono fenomeni di massa, rifugi narcisistici caratterizzati da funzionamenti psichici arcaici, spinte disoggettualizzanti, rottura con la realtà e fabbricazione di realtà fittizie, virtuali, visionarie; riduzione del linguaggio a sistemi-segnali emozionali condivisi, luoghi comuni; traduzione dell’altro in nemico e radiazione del soggetto critico; conformismi attraverso cui gli individui tornano ad «ululare con i lupi» (Freud,1921) in un presente spaesato, astorico e melanconico, naufragio delle relazioni intersoggettive.
Sono manifestazioni di «aree identitarie disastrate» che, intolleranti alle frustrazioni del reale, «alla forza delle cose», trovano rifugio nell’ «illusione di poter trovare altrove ciò che la scienza non può dare»(Freud).
Le inevitabili disillusioni del progresso sembrano non portare ad un lavoro del lutto delle fantasie onnipotenti, ma, nel miraggio di una vita senza dolore, spingere all’accelerazione di una fuga nell’esteriorità, nel presentismo, nella spettacolarizzazione virtuale della presenza in cui è migrata la passione identitaria e, in uno slegamento relazionale, ad una sfiducia verso la scienza e le istituzioni sociali.
Ma proprio di fronte a questa catastrofe del pensiero in cui rischiamo di non comprendere che «forse siamo in un momento in cui la storia passa oltre» (Merlau Ponty), l’esperienza psicoanalitica ritrova una parola di speranza se sappiamo ascoltare nel rumore perturbante del tutto o nulla il no di una domanda più forte di presenza altra disseminata nei margini, là dove, nelle sconnessioni, pulsa insistente il bricolage di Eros tessitore di nuove forme di soggettività che diano voce, parole nuove per una antropologia a-venire.
È su questi bordi inquieti, nomadi, tra dentro e fuori, tra sé e mondo, tra desiderio e rifiuto, che la crisi si rivela allora parte di un processo dinamico, di un movimento di ricerca che, resistendo alle tentazioni di un illusorio ritorno all’identico, dissentendo dall’uniformità estraniante del «si dice», «che non si accontenta di mettere nomi nuovi alle stesse cose», è generatrice di nuove coralità, nuove culture, nuove ecologie per «la poesia dell’esistenza» (W.Woolf).
Gli incontri interdisciplinari di questa nuova edizione di Frontiere della psicoanalisi organizzati dal Centro Milanese di Psicoanalisi in collaborazione con la Casa della Cultura si propongono di interrogarsi sull’attualità di alcuni nodi problematici del disfarsi e rifarsi del lavoro della cultura ai margini del naufragio immanente al transitare di ogni forma di civiltà, fiduciosi che «Una volta superato il lutto si scoprirà che la nostra alta considerazione dei beni della cultura non ha sofferto della loro precarietà» (Freud, 1915).

Sisto Vecchio

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GLI INCONTRI

martedì 1 marzo 2022 / ore 21.00
Il conformismo e il pensiero senza pensatore
Saluto del Presidente CMP : Simonetta Bonfiglio
Carlo Sini – Filosofo, membro dell’Accademia dei Lincei
dialoga con
Laura Ambrosiano – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training
Chair Sisto Vecchio – Psicoanalista SPI e IPA
VIDEOREGISTRAZIONE

martedì 5 aprile 2022 / ore 21.00 –> evento rimandato a data da destinarsi
L’indifferenza
Laura Boella – Filosofa, Prof. Ordinario dell’ Università degli Studi di Milano
dialoga con
Alberto Semi – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training
Chair Ronny Jaffé – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training

martedì 3 maggio 2022 / ore 21.00
La destorificazione del presente
David Meghnagi – Psicoanalista SPI e IPA, Prof. senior dell’Università degli Studi Roma Tre
dialoga con
Rita Corsa – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training
Chair Cristina Riva Crugnola – Psicoanalista SPI e IPA, Segretario Scientifico del CMP, Prof. Associato di Psicologia Dinamica Università Bicocca
VIDEOREGISTRAZIONE

venerdì 10 giugno 2022 / ore 21.00
La desemantizzazione del linguaggio
Fabrizio Palombi – Filosofo, Prof. dell’ Università della Calabria
dialoga con
Alberto Luchetti – Psicoanalista SPI e IPA con funzioni di training
Chair Sisto Vecchio – Psicoanalista SPI e IPA

 

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