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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Psicoanalisti Europei per i Rifugiati

di Stefano Trinchero

Il gruppo PER, Psicoanalisti Europei per i Rifugiati nasce a livello nazionale nel 2016 su iniziativa della dottoressa Anna Ferruta e dell’allora esecutivo, per aggregare le disponibilità degli psicanalisti della Società Psicoanalitica Italiana intorno al tema dei rifugiati e dell’accoglienza con l’intento di offrire uno spazio di ascolto della diversità, della estraneità, dell’impensabilità. Le persone che in questi anni hanno affrontato “il viaggio” sono portatori di ferite impensabili e indicibili.

Più volte abbiamo sentito nominare questa migrazione come flusso migratorio, il flusso è qualche cosa che prende la forma del contenitore che l’accoglie, quindi sentiamo la responsabilità dell’accoglienza che però non può essere affrontata in modo semplicistico.

Il transito dei migranti richiede a ciascuno un lavoro psichico di trasformazioni in forme rappresentazionali inedite. Gli incontri e le immagini di persone minacciate nella loro sopravvivenza rimettono in gioco esperienze primarie della vita di ciascuno. Gli operatori che si occupano di richiedenti asilo, sono continuamente a contatto con contenuti emotivi irrapresentabili.

Come psicoanalisti della SPI ci siamo concentrati su quelle attività a sostegno degli operatori che lavorano con i richiedenti asilo, feriti esistessi dal contatto con l’impensabile, per sostenerli nella loro funzione pensante, per aiutarli a tollerare il dolore e la sofferenza altrui, a volte così carica di ineluttabilità affinchè non si costituisca, in maniera difensiva, quella zona grigia dell’indifferenza di cui parlava Primo Levi ma che si lavori per sviluppare un tessuto sociale e psichico condiviso.

Un contatto così prossimo con la sofferenza umana, se non diviene oggetto di manutenzione continua, rischia di attivare difese arcaiche da parte degli operatori, impoverendo la loro capacità di accoglienza emotiva.

Come osserva Virginia De Micco, il fenomeno migratorio costituisce una neo-esperienza psichica per tutti i soggetti che ne vengono implicati, esperienza che necessita di essere inserita in un nuovo ordine simbolico, fatto di relazioni mediate da parole condivise.
Un altro aspetto fondamentale della situazione riguarda l’instabilità dei sistemi culturali di riferimento. La precarietà riguarda non solo la popolazione dei richiedenti asilo o protezione, ma anche coloro che si occupano della loro assistenza.

C’è un lavoro complesso da fare per la psicoanalisi, quello di operare nel transito tra esperienze primarie di sofferenza e instabilità dei sistemi culturali di riferimento. C’è il lavoro per la salute psichica delle popolazioni locali che si sentono minacciate dai rifugiati, c’è quello per la salute di coloro che fuggono da guerre, genocidi, povertà, minacciati nella loro sopravvivenza fisica e psichica. E c’è quello da fare con coloro che si occupano dei rifugiati e dei migranti.

Il gruppo PER è composto da più di cento soci presenti in 11 centri su tutto il territorio nazionale e mette a disposizione competenze a cui possono attingere istituzioni pubbliche, ONG, associazioni di volontariato, gruppi di lavoro autonomi di colleghi.
È inoltre presente un raccordo con la Federazione Europea di Psicoanalisi di coordinamento con le iniziative proposte dagli psicoanalisti di altri paesi europei.

A Milano, il gruppo PER si ritrova periodicamente, presso il Centro Milanese di Psicoanalisi, e, oltre a offrire sul territorio Lombardo interventi di supporto ai gruppi di lavoro di enti pubblici o del terzo settore che si trovano a lavorare con migranti, opera anche per sviluppare la dimensione teorica clinica di tali interventi.

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