skip to Main Content
Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

I disturbi perinatali paterni

di Antonio Imbasciati

Da tempo è noto che la donna  in attesa di un bimbo attraversa una situazione psichica fragile, che nei primi giorni dopo il parto può assumere aspetti depressivi ed in alcuni casi  evolvere in  una vera sindrome depressiva . Si è parlato pertanto di depressione post partum e più in generale di disturbi perinatali e gli psicologi si sono occupati di studiarne gli aspetti meno macroscopici,   sia per la cura delle puerpere, sia per individuare, con screening ad ampio raggio, le situazioni che possono danneggiare la relazione della madre col suo neonato. Infatti, una madre preoccupata e depressa si cura meno di intessere col suo bambino quella prima relazione affettiva che la psicoanalisi ha mostrato fondamentale per un adeguato sviluppo psichico e somatico del bimbino (disturbi dell’allattamento e dell’alimentazione, del sonno, della crescita).

Studi psicoanalitici hanno ormai dimostrato che “cure materne”, adeguate sul versante emozionale e un dialogo non verbale di effettiva intesa col neonato da parte del caregiver, sono responsabili del buon sviluppo psichico del bambino ed anche a lungo termine del ragazzo. In questi ultimi vent’anni, l’importanza di queste cure materne è stata confermata dalle neuroscienze. Il cervello non si sviluppa per Natura, ma è costruito, in ogni sua funzione, dalla qualità delle “cure materne”, in particolare dall’adeguatezza del dialogo primario dei caregivers con il bimbo.  Le esperienze relazionali del bambino producono reti neurali la cui funzionalità determina la qualità anche emotiva della mente che in quel cervello si potrà sviluppare: questa funzionalità sarà più o meno ottimale piuttosto che patologica a seconda di come sarà stata la qualità della mente dei genitori, e la possibilità che essi  hanno avuto di prendersi cura  del figlio. Un disturbo perinatale è un segnale di rischio per la salute mentale del bambino. Si tratta allora di occuparsi delle madri e dei loro disturbi perinatali per minimizzare gli eventuali fattori che potranno incidere sulla salute mentale di quel bambino ma anche delle future generazioni, perché questi bambini, diventati adulti e a loro volta genitori, possano avere una sufficiente qualità della loro mente per  occuparsi delle successive generazioni. C’è, infatti, un effetto transgenerazionale sia per via psichica che per via epigenetica.

In questi ultimi anni, favoriti anche dal cambiamento di costume dei ruoli materno e paterno nella cura del bambino, si è studiato come anche il padre possa influire sullo sviluppo neuro-mentale del bimbo e come anche il padre possa presentare disturbi perinatali. Questi disturbi sono molto diversi da quelli femminili-materni e spesso sfuggono all’attenzione. Raramente il maschio mostra segni depressivi come la sua compagna, mentre con più frequenza manifesta situazioni ansiose coperte da irrequietezza, irritabilità, maggior interesse nel lavoro, iperattività, sport, ricerca di nuovi amici, talora disinteresse per la compagna, freddezza, diminuzione o assenza dei rapporti sessuali, ricerca di altri partner, con le relative conseguenze. Ovviamente, quanto più tali sintomi sono salienti, tanto più si ripercuotono sul bimbo, non solo perché il padre si occupa meno del piccolo, ma perché,  se egli se ne occupa, le sue “cure” in una situazione di “disturbo” non possono svolgersi con quel dialogo affettivo e con l’ adeguata sintonicità di comunicazione, essenziale per un buon sviluppo neuropsichico del bambino.

L’effetto negativo sullo sviluppo del bimbo di tali disturbi perinatali paterni si verifica soprattutto in quanto questi si ripercuotono nel complesso equilibrio emozionale della coppia e compromettono nella compagna, silenziosamente ma in modo incisivo, le capacità di sviluppare col piccolo la propria sensibilità in un dialogo sintonico. Il triangolo di reciproche comunicazioni e interazioni, che a livello emozionale, sempre e comunque si è costituito nella triade madre-padre-bimbo,  è inevitabilmente compromesso nel suo equilibrio.

Back To Top