skip to Main Content
Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Incontro con Marta dell’Angelo e le sue “intuizioni del corpo”

di Sara Boffito
Assab-One, Milano, 18 maggio 2019

Oggi, dieci giorni prima dell’inaugurazione della sua mostra personale, Marta Dell’Angelo mi ha permesso di fare capolino in quello che sarà lo spazio abitato dalle sue opere. Afrodite A è il titolo di uno dei lavori, ma anche il nome della mostra. Marta mi ricorda che Afrodite A è “la moglie di Mazinga Z, sparava proiettili dai seni!”.

In questo breve scambio si coglie la giocosità e libertà con cui l’artista avvicina il tema del corpo – centrale nella sua produzione – senza perderne di vista la potenza. Credo che questa sia un’impronta importantissima della sua poetica, che tiene il soggetto in un equilibrio delicatissimo, senza mai precipitare nell’esibizionismo, né in una fin troppo facile seduttività. Forse è l’equilibrio che appartiene al rapporto di tutti con il corpo, in particolare quello femminile.

L’immagine che accompagna l’invito alla mostra – una delle grandi tele che saranno esposte – rappresenta una donna in equilibrio su un filo. È un corpo in movimento, visto dal basso, di cui, come nella maggior parte dei dipinti di Marta, non vediamo il volto; le gambe tese nel movimento fanno da padrone. Riprendo questa immagine perché, parlando con Marta, mi sono resa conto che io l’avevo vista come una donna che si tiene stretta con le mani perché sta cadendo, o scivolando dalla fune, senza rendermi conto che “è un’altalena!”.

Il percorso espositivo, che segue più la vivacità delle libere associazioni che un filo narrativo definito, si gioca su accostamenti e risonanze tra elementi molto simili che arrivano a chi osserva e s’immerge in questo spazio con un “tono” o un impatto di volta in volta molto diverso, in alcuni momenti straniante. Così il corpo dello spettatore entra in risonanza con lo spazio: Afrodite A è quasi un’opera che shocca, le Cariatidi lasciano senza parole, i Carichi Pendenti fanno girare la testa, di fronte alle tele più solenni c’è silenzio, nell’Antologia delle posizioni ci si specchia, mentre con il Manuale della figura umana si può giocare, ed entrare.

È un viaggio nel processo di pensiero di Marta Dell’Angelo, in cui ci si muove lasciandosi trasportare dal suo sguardo e dalla sua intuizione. Credo che “intuizione” sia la parola chiave di questa mostra, se la vediamo come la rappresentazione di un processo mentale creativo, ricordando con Bion che l’intuizione è quella che permette di “vedere” il significato (Attenzione e interpretazione, 1970), cioè di fare quel salto alla configurazione visiva, al pensiero per immagini, a una comprensione più profonda di quello a cui i concetti soli non possono arrivare. La sfida dell’artista qui è avvicinarsi a un’intuizione del corpo. Credo che questo l’abbia spinta a essere sempre in dialogo con scienziati e pensatori che appartengono a campi diversi, perché questo “ombelico del sogno” è forse quello intorno a cui tutti ruotiamo. Contributi filosofici, psicoanalitici, neuroscientifici, letterari, oltre a quelli di critici e storici dell’arte, compongono un volume che sarà presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra.

 

Marta Dell’Angelo
AFRODITE A 
Opening martedì 28 maggio 2019, 19:00-22:00
dal 29 maggio al 7 settembre – dal mercoledì al sabato, 15:00-19:00
Assab One – Ex stabilimento GEA – via Privata Assab, 1 20132 Milano

https://www.assab-one.org/mostra-evento/afrodite-a/

Back To Top