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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

La Casa di Carta

di Daniela Mingotti

Prima che andiate tutti in vacanza ci permettiamo di darvi un altro suggerimento per svagare la mente, nutrendola di qualche suggestione.

Sono tornati!

Dal 19 luglio su Netflix ritroviamo gli eroi mascherati con il volto di Salvador Dalì impegnati in un’altra pirotecnica avventura ai danni della Banca Centrale di Spagna! Data l’impronta fortemente politica della serie, non stupisce che l’anteprima mondiale sia stata organizzata in Piazza Affari a Milano – di fronte alla Borsa – con un’istallazione che ha visto comparire accanto al Dito di Cattelan il mezzo busto di Dalì.

Infatti, la serie spagnola – premiata nel 2018 con un International Emmy Award e trasformatasi in un fenomeno globale – ha mostrato al pubblico il suo spirito combattente, politico e indignato fin dalla prima stagione, quando le gesta dei protagonisti venivano accompagnate dalle note drammatiche ma inneggianti alla libertà della nota canzone partigiana italiana Bella ciao.

Date queste premesse, è difficile non provare empatia per questa banda di improvvisati ladri idealisti, coordinati dall’amatissimo, irreprensibile “Professore”.

Amare il professore è piuttosto facile, essendo un uomo pieno di qualità: intelligente, non meno che sensibile; giusto ma umano; incorruttibile eppure non fanatico; affascinante ma non difettato dal narcisismo. Insomma, un uomo emotivamente talentuoso!

Eppure la serie ci presenta altri interessanti caratteri, ognuno dei quali pare brillare di una luce che affascina.

Partiamo da Tokio, la voce narrante della serie e anche la pecora nera, la cui fragilità emotiva può mettere a rischio la vita di tutti. Ha una natura inquieta e non curante del pericolo che ce la fa amare, ammirare ed invidiare. Bella, intelligente, trasgressiva, non sempre giusta, non proprio corretta. D’altra parte, la guerra di Troia viene scatenata dalla passione di un giovane principe per una donna bellissima, ma fatale.

Cosa pensare di Rio, l’ingenuo amante della bella di cui sopra? Incarna un ideale maschile in cui la tenerezza si fonde con la bellezza. Mostra l’inesauribile entusiasmo dei giovani che non hanno ancora sperimentato l’amarezza della vita e che vivono la giovinezza come fosse un sogno destinato a non finire mai. Forse ci ricorda quegli anni, forse ci piacerebbe non avere perso del tutto quello spirito.

Nairobi, meno bella ma non meno dotata di personalità, fascino e coraggio. Una vera combattente, focosa, generosa, intrepida. Femminista, sempre dalla parte delle donne. Non sopporta il machismo, anche quello sottile che può annidarsi nella mente di uomini evoluti.

A proposito di donne, nella terza serie rivediamo Mónica Gaztambide in una nuova, inedita versione di sé stessa. Un tempo ex amante, maltrattata e umiliata, del perfido direttore della Zecca, oggi la ladra il cui nome in codice è Stoccolma e il cui spirito combattente è stato rinvigorito dalla sua esperienza di neo-mamma. Pronta a combattere per i suoi ideali e i suoi amici, anche lasciando indietro il proprio bambino. Ops, ci ricordiamo che una donna non è solo una madre?

Il padre putativo del piccolo, il forte, impulsivo, sincero Denver pare esserselo dimenticato e mastica amaro di fronte all’emancipazione femminile a cui lui stesso ha contribuito. Personaggio passionale, persona semplice, ma dotata di una bella intelligenza, riesce a fare la cosa giusta anche quando questo gli farà correre dei rischi. Perde il padre, l’affettuoso Mosca, ma trova l’amore non solo per questa donna, ma soprattutto per sé stesso. Si accorge di essere un piccolo, grande uomo che pur avendo umili origini, ha un grande cuore e un altrettanto grande talento. Lo amiamo perché ci piacerebbe che tutti avessero pari opportunità e trovassero il loro posto nel mondo.

Anche l’ispettore Raquel Murillo ha finalmente trovato il suo posto nel mondo, sposando la causa della resistenza contro i poteri forti, contro i soprusi di Stati, contro le violazioni di cui i servizi segreti di tutte le nazioni del mondo si rendono responsabili. Dicono che ci proteggono. Crediamo sia anche vero, però non è facile tenere presente che la moneta di scambio per la nostra sicurezza si chiama “diritti civili”. Amiamo Raquel perché ci ricorda quello che preferiamo dimenticare.

Come non ricordare Helsinki, personaggio recitato dall’attore Serbo Darko Peric la cui passione per l’arte e il cinema lo ha portato lontano dalla guerra. Forte e dolce come la gente dei Balcani, nell’eroica impresa contro la Zecca Helsinki ha perso il fratello.  Mentre lo abbiamo visto patire per questa perdita, forse siamo tornati a piangere la gente di quella parte del mondo che abbiamo visto morire senza poter fare nulla.

A proposito di chi non ce l’ha fatta, vi ricorderete di Berlino, che rivedremo nei flash-back. Ci domandiamo perché abbiamo finito per voler bene a questo personaggio scomodo: politically incorrect, narcisista incallito, sadico al bisogno, misogino e malato terminale. Forse perché è un esteta che ama la bellezza sopra ogni cosa. Oppure, per la sua mancanza di ipocrisia piccolo borghese, tremendo difetto di cui tutti quanti soffriamo, anche se ci piacerebbe di no. Può darsi che sia perché intende vivere ogni momento come se fosse per sempre, nonostante sappia che la sua vita stia finendo. Credo che vorremmo tutti saper guardare in faccia alla fine della nostra esistenza e non avere troppa paura.

Prima di salutarvi, due parole su Arturo Román, l’insopportabile direttore della Zecca che, sempre più roso dall’invidia e reso tronfio dalla sua arroganza, continua a condurre un’esistenza che lo vede ostaggio di sé stesso e della propria mediocrità. Non lo amiamo, ma dobbiamo ammettere che non siamo del tutto sicuri che non vestiremmo i suoi panni, invece che quelli degli eroi, se ci trovassimo a dover decidere se schierarci e combattere o girare la faccia dall’altra parte.

In conclusione, sappiamo che non mancheranno i colpi di scena, la presenza di nuovi ed intriganti personaggi, una colonna sonora che emoziona, costumi e scenografie curate nei minimi dettagli. Soprattutto, quello su cui non abbiamo dubbi è che Álex Pina, ideatore della serie, è un uomo capace di raccontare le storie!

Vi auguro buona visione. Non credo rimarremo delusi!

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