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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

La psicoanalisi di coppia. Scoprire il senso di legami interrotti

di Marco De Coppi e Serena Giuliani

Mi chiedevo come mai hai scelto proprio me. Non ci conosciamo poi così bene (…)
Perché credo che tu sia una brava persona. Una persona gentile (…) E ho sempre pensato che fossi degno di stima, qualcuno con cui avrei potuto parlare. E tu cosa pensavi di me, ammesso che tu lo abbia mai fatto?
Ho pensato a te, rispose lui.
In che modo?
Come a una donna attraente. Una persona di spessore. Con un carattere (…)
Non sei mai passato a trovarmi, non hai mai fatto lo sforzo di dirmi una parola, disse lei.
Non volevo sembrare invadente.
Non lo saresti stato. Ero molto sola.
Lo immaginavo. Ma non ho fatto niente lo stesso.

(Kent Haruf, “Le nostre anime di notte”)

Solo all’apparenza l’incontro fra i due membri di coppia accade in un preciso momento temporale.

Pablo Picasso, L’Étreinte (1901) fonte: frammentirivista.it 

Ricordi, suggestioni e fantasie trovano le loro radici in una fase precedente, dove fugaci impressioni reciproche raccolte da lontano si intrecciano con aspettative e memorie di cui ciascun partner è portatore. Come nel graduale congiungersi dei pezzi di un puzzle, ecco che nel costituirsi di una coppia tutti questi elementi vanno a unirsi per dare vita a una nuova immagine riferita alla coppia in formazione che piano piano prende forma nel percorso di conoscenza.

E’ proprio a questo intreccio di dimensioni temporali, di qualcosa che avviene qui e allora a cui la psicoanalisi di coppia si rivolge, ampliando i confini dell’intervento psicoanalitico dall’individuo all’unità diadica costituita dalla coppia dei partners che – entrati in crisi – si rivolgono allo psicoanalista per cercare uno spazio di pensiero da cui riguardare il loro rapporto come a un legame specifico tra due persone che, consciamente e inconsciamente, giocano ruoli che soddisfano i loro bisogni reciproci e, al tempo stesso, le esigenze dei contesti sociali e culturali cui la loro pregressa storia individuale appartiene.

Nata con il pionieristico lavoro di Henry Dicks (psichiatra e psicoanalista inglese) negli anni ’50 del secolo scorso presso la Tavistock Clinic e l’Institute of Human Relation di Londra, la psicoanalisi di coppia propone dunque di riguardare alla coppia come a un’interazione dinamica tra il mondo interno di due persone, ciascuna con una propria storia di sviluppo nel corso della quale bisogni biologici e sociali di sicurezza, di dipendenza, di gratificazione sessuale e di autoaffermazione si sono strutturati a partire dalle esperienze personali e relazionali incontrate. È proprio alla luce di tali esperienze che il legame di coppia può essere riletto insieme durante la seduta, in particolare per comprendere la scelta inconscia del partner, complementare o per contrasto all’identità personale; la collusione della coppia, ossia il gioco inconscio condiviso tra i due che vicendevolmente attribuiscono all’altro parti di se’ – a partire dalla storia personale di ciascuno – al fine di favorire l’illusione di perdersi l’uno nell’altro/ di una simbiosi che favorisce la percezione di onnipotenza e limita il senso di solitudine; i confini, rigidi o flessibili, che la coppia costruisce tra il proprio mondo interno e la realtà esterna.

Insieme allo psicoanalista, i partners esplorano nei primi incontri questi aspetti per comprendere la “crisi” che sembra compromettere la crescita della coppia fino a creare le condizioni per un dialogo dove sia l’evoluzione del singolo che della coppia sembrano messe in scacco.

MARIANNE: Perché cessammo di mostrare tenerezza l’uno verso l’altro, Johan? Perché non ci baciavamo quasi mai? O ci facevamo delle carezze solo quando eravamo a letto? Perché vezzeggiavamo tanto poco le bambine?

JOHAN: Sai quale aspetto ha la mia sicurezza? Te ne voglio parlare. Io ritengo questo: la solitudine è assoluta. Figurarsi qualcos’altro è pura illusione. Sii cosciente di questo e agisci di conseguenza. Non aspettarti altro che diavolerie. Se avviene qualcosa di piacevole, tanto meglio. Non credere di poter mai sopprimere la solitudine. Questa è assoluta.

(“Scene da un matrimonio”, Ingmar Bergman)

Rivolgersi a uno psicoanalista – quando nella coppia entrano difficoltà comunicative, emotive, affettive e sessuali – apre dunque alla possibilità di trovare uno spazio di pensiero nel quale i problemi possono essere affrontati in un miglior clima relazionale e con un diverso stile comunicativo.

Significa prendersi cura del legame di coppia, ricostruendo le problematiche e la crisi che hanno spento il rapporto o lo hanno reso insopportabile e claustrofobico. Ma significa anche riscoprire la storia e il senso che ha attraversato la vita di ciascuno e ha reso unica, in tempi che sembrano ormai perduti, la scelta di incontrarsi, desiderarsi e pensarsi insieme.

 

BIBLIOGRAFIA

– S. Diena (2015), La psicoanalisi in ascolto dell’amore: passioni e legami. Franco Angeli.

– H. V. Dicks (1992), Tensioni coniugali. Borla.

– S. Freud (1914), Osservazioni sull’amore di traslazione. In Opere Vol. 7, Bollati Boringhieri.

– A. Giannakoulas (1985), Il setting con la coppia genitoriale. In Il Setting, Borla.

– A. M. Nicolò e G. Trapanese (2005), Quale psicoanalisi per la coppia? Franco Angeli.

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