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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

LA PSICOANALISI INCONTRA IL CINEMA. Il soggetto, il gruppo, la massa: vulnerabilità e risorse nella contemporaneità

LA PSICOANALISI INCONTRA IL CINEMA.

Il soggetto, il gruppo, la massa: vulnerabilità e risorse nella contemporaneità
di Irene Sarno
Psicoanalista S.P.I. (Docente presso il Dipartimento di Psicologia-Università degli Studi di Milano-Bicocca)

Io sono io e la mia circostanza,
 e se non salvo questa non salvo neppure me
Josè Ortega y Gasset

Il Centro Milanese di Psicoanalisi, in collaborazione con il cinema Mexico, ha presentato un’iniziativa cinematografica per ricordare, a cento anni di distanza, l’opera di Freud: “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” (1921).

Il tema centrale che ha fatto da filo conduttore a tutta la rassegna è stato il rapporto tra identità individuale e appartenenza gruppale, in una riflessione su quanto i legami con i gruppi aiutino (o a volte ostacolino) la costruzione dell’identità individuale.

Nei tre film selezionati – L’ONDA (Dennis Gansel, 2008), LES MISERABLES (Ladj Ly, 2019) e MIRACOLO A LE HAVRE (Aki Kaurismaki, 2011) – vediamo rappresentati diversi gruppi.

La folla, celebrata come luogo di fratellanza tra persone di diverse classi sociali ed etnie, unite da un comune sentimento, ma anche come spazio di possibile frammentazione.

I gruppi sociali, nei loro aspetti più vitali come motori di processi di coesione, di solidarietà capace di dare vita a piccoli ma grandi miracoli quotidiani.

I gruppi sociali, nei loro aspetti più mortiferi, caratterizzati da un senso di profonda disuguaglianza o in cui il potere di manipolazione di un leader può scatenare le pulsioni aggressive nei confronti dell’Altro e in particolare dei più deboli.

Luoghi che possono condurre dalla certezza al caos e alla confusione e viceversa.

Chi sono i buoni? Chi i cattivi? Chi sono le vittime? E chi i carnefici in questa società in profonda trasformazione?

Ci si può spostare da forme di aggregazione a massa, fino all’identificazione con piccoli gruppi, in cui si intrecciano le storie e le vicende dei singoli.

Victor Hugo scriveva: “Non ci sono cattive erbe né cattivi uomini. Ci sono solo cattivi coltivatori”. Potremmo chiederci quindi; com’è possibile allevare buone generazioni future, laddove stiamo lasciando una terra a volte così tossica e mal coltivata?

In questo senso, come psicoanalisti poniamo lo sguardo sull’adolescenza e sul come favorire un armonico passaggio dal mondo infantile alla giovane età adulta. In quello spazio/tempo, in cui il gruppo dei pari ha l’importante funzione di “un traghetto che aiuta” (Ammaniti, 2018).

In questa transizione è anche fondamentale la possibilità di identificazioni con il mondo adulto variamente rappresentato (genitori, insegnanti, ecc).

Winnicott, nel 1973 sosteneva che alle fondamenta di ogni comportamento deviante ci sarebbe una deprivazione: un’azione simbolica finalizzata a superare un blocco maturativo. La manifestazione di un aspetto del Sé che non riesce ad esprimersi in altro modo.

Un tentativo di dare voce, cui come adulti dobbiamo dare ascolto.

 

Letture consigliate:

Ammaniti, M. (2018). Adolescenti senza tempo. Raffaello Cortina Editore.

Hugo, V. (1862). I miserabili, tr. it. Einaudi, 1983.

Ortega y Gasset, J. (1927). La ribellione delle masse, tr. it. Il Mulino, 1962

Winnicott D.W. (1976) La delinquenza come sintomo di speranza. In Feinstein S.C., Giovacchini P.L., Psichiatria dell’adolescente. Armando, 1989, pp. 137-144.

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