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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

La scuola è un quaderno

di George Milton da Pexels”

LA SCUOLA E’ UN QUADERNO
di Claudia Balottari

 “Nel suo profondo vidi che s’interna
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna”
(Dante)

La scuola riapre le porte. Come un quaderno ripreso in mano, riprende la sua funzione di contenitore di presenze umane che animano se stesse e gli oggetti che incontrano e usano.

Ieri una paziente, una nonna, mi raccontava che per la sua “nipotina” undicenne era il primo giorno di scuola media. Si interrompe nel racconto, si stupisce di essere sopraffatta dall’emozione. Nella realtà, condivide l’emozione della nipote, nell’immaginario è lei stessa ad affacciarsi sulle porte di  una nuova vita. Identificata con l’inizio della ragazzina, è riportata a un suo personale terreno di coltivazione, ad aiuole di ricordi, al risveglio di passioni.

Basta questo per dire quale sia la pregnanza emotiva dell’esperienza-scuola e come questa si depositi e lasci dei resti nel corso della vita. E per dire della funzione che ha la scuola come esperienza che concorre a costruire la propria soggettività,  tra sé e sé e nelle connessioni gruppali.

 

LA SCUOLA E’ UN’ESPERIENZA PSICOFISICA

La scuola è un’esperienza da testimoniare, a cui dare voce con la lingua che la scuola ci insegna a usare, parlando e scrivendo, usando parole. Parole che devono trovare concreta esperienza nella fisicità dei corpi che avvertono ed  emanano  comunicazione sensoriale e sostengono il pensiero, rendendo necessaria l’educazione al compromesso tra libertà propria e libertà altrui, nel rispetto dei confini e dei ruoli.

Perché la parola squadernare? Perché ha il valore della sensorialità, incarnata nell’esperienza psicofisica dell’aprire e chiudere un quaderno, maneggiarlo con amore o con odio, con passione o indifferenza, evocando immediatamente un’apertura che ci può mostrare molte cose. Cose che vorremmo trovare nel quaderno-scuola dell’attualità, una scuola che si riapre con la speranza di un post-Covid che ha segnato le vite e che ci può insegnare qualcosa.

 

LA SCUOLA E’ UN QUADERNO DA SQUADERNARE. LA SCUOLA COSTRUISCE LEGAMI

Squadernare  è la parola del giorno 14 settembre 2021,  nel sito unaparolaalgiorno.it, che la squaderna a suo modo, dopo averci ricordato che è una parola “importante”, con un grande valore: nasce infatti come legame, in legatoria: una raccolta di quattro fogli, piegati in due, inseriti l’uno nell’altro e fascicolati (come facciamo oggi con i fogli del green pass, se ci affidiamo alla fisicità del cartaceo).

 

LA SCUOLA E’ LUOGO DI CONTATTI. MA ANCHE LUOGO DI CONTRATTI, REGOLAZIONI FATICOSE

“Nello squadernare, il quaderno emerge non per il suo contenuto o la sua funzione, ma per i gesti che ne coinvolgono la fisicità — per alcune cose che facciamo col quaderno, o che gli accadono.
Il primo significato di ‘squadernare’, il più vigoroso e rimarchevole, è quello di aprire a una certa pagina: un libro, un registro o simili, e mostrare quello che c’è scritto. C’è una vena di decisione, di forza: è il gesto del carta canta. E può consistere anche nel dispiegare un foglio ripiegato. Mi puoi squadernare sotto al naso il dato che avevo citato marchianamente male, ti squaderno davanti i biglietti che mi sono procurato per il concerto a cui volevi andare, e quando iniziamo a squadernare contratti si sa che abbiamo preso una china faticosa.”

 

LA SCUOLA DEVE ESSERE UN LIBRO APERTO. SENZA FINZIONI O IPOCRISIE: IL BAMBINO/L’ADOLESCENTE/L’ALLIEVO/IL FIGLIO NON SOPPORTANO LA FINZIONE, L’IPOCRISIA, L’ECCESSO DI AMBIGUITA’.

“Diventa in generale un dire schiettamente, dichiarare apertamente — come un libro aperto. Posso squadernarti la verità di com’è andata, l’amico ti squaderna un sentimento difficile, e tu puoi squadernare la tua idea: è il gesto figurato di aprire con forza una pagina esatta, di puntarci contro il dito, di farla leggere così come è. (continua…)

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