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Psicoanalisi e teatro

“NEXT TO NORMAL di Tom Kitt (musiche) e Brian Yorkey (libretto e liriche)” A cura di Serena Giuliani

NEXT TO NORMAL
di Tom Kitt (musiche) e Brian Yorkey (libretto e liriche)

In scena fino al 15 Marzo 2026 all’STM Studio – la nuova sala del Teatro Arcimboldi di Milano – con libretto e liriche italiane di Andrea Ascari, adattamento di Marco Iacomelli e regia di Costanza Filaroni.

A cura di Serena Giuliani

Il tema della “normalità” attraversa spesso il nostro dialogo interiore, sotto varie forme: non solo ci possiamo domandare quanto sia normale, condivisibile e diffuso il nostro malessere – come accade all’inizio di una terapia – ma anche quanto possa essere normale la nostra felicità che, minacciata da elementi di realtà e sofferenze intime a cui siamo ormai assuefatti, ci può apparire come una nota stonata, una presenza quasi fuori luogo.

Proprio a questi interrogativi ci riporta Next to Normal, spettacolo musicale del 2009 vincitore di tre Tony Awards e del premio Pulitzer per la drammaturgia, un’opera innovativa che accompagna lo spettatore nei territori più complessi e profondi della mente, temi distanti dalla tradizione italiana del genere.

La storia della famiglia Goodman, attraversata dalla sofferenza psicologica della mamma, rimette al centro il tema della malattia mentale come di un dolore non solo individuale e ne propone una lettura in cui il dolore narrato prende forma fino a farsi concreto, come un prisma le cui facce riflettono il tentativo di ogni membro della famiglia di farvi fronte.

Insieme ai personaggi della storia, lo spettatore arriva a sentirsi fisicamente ed emotivamente ingombrato dalla sofferenza della protagonista, complice la messa in scena in uno spazio intimo e raccolto che permette di avvertire la sensazione claustrofobica di un dolore che si fa presenza asfissiante.

La posizione del palcoscenico al centro della sala amplifica poi la sensazione dello spettatore di essere parte dello spazio della famiglia Goodman, di entrare nella biografia dei protagonisti, tanto che attori e spettatori sembrano sincronizzarsi con i respiri musicali e andare a costituire gradualmente un corpo unico. Non a caso il primo titolo dello spettacolo pensato dagli autori era “Feeling Electric!”, che ci porta a pensare alla poesia di Walt Whitman “I Sing the Body Electric”: un corpo individuale e collettivo, pervaso da sensazioni intense ed emozioni contrastanti, a cui dare voce con una partitura musicale di stampo rock e un libretto che non esclude ironia e colpi di scena. Fra questi, perturbante è l’irrompere dell’elettroshock, ennesimo tentativo di cura della protagonista per recuperare una distanza dagli oggetti perduti, incorporati come per trattenerli sul bordo della morte e garantirsi così una continuità ininterrotta con questi (Ambrosiano, 2021).

Proprio l’impossibilità di accedere al lavoro del lutto consente alle ombre degli oggetti perduti non solo di sopravvivere nel mondo interno, ma anche di non poter essere congedate. Ci si sente soggetti assoggettati, braccati dall’oggetto perduto e si resta in uno spazio dentro-fuori dilatato che ci riporta alla mente le parole di Corman Mc Carthy: “Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vogliamo dimenticare”, un’impasse che rischia di impregnare anche le nuove generazioni che provano a farsi spazio e a scrivere nuove pagine del romanzo familiare.

La cura della sofferenza sembra allora portare con sé la domanda di quale posto dare al dolore che insistentemente cerca uno spazio e un riconoscimento, non solo una trasformazione in qualcosa di segno opposto o un suo silenziarsi. In questa ottica possiamo allora ritrovare nel titolo “Next to Normal” – l’essere quasi normali – una critica della normalità intesa come una piena felicità, insieme a un invito a restituirle valore accogliendo il dolore come ineludibile caratteristica di noi “animali inquieti” (E. Boncinelli, M.F. Ferrario, 2024).

 

Ambrosiano L. (2021), Nello spazio del lutto, Mimesis Editore, Milano.

Boncinelli E., Ferrario M.F. (2024), L’animale inquieto. Storia naturale della scontentezza, Il Saggiatore, Milano.

Mc Carthy C. (2007), La strada, Einaudi, Torino.

Whitman W. (1991), Foglie d’erba, Mondadori, Milano.