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Il fatto scelto

NOI, IN RELAZIONE. UOMINI E PROFETI di Marta Pezzati

NOI, IN RELAZIONE. UOMINI E PROFETI
di Marta Pezzati

Qualche giorno fa Anna Ferruta è stata intervistata all’interno della trasmissione di Radio Rai 3, Uomini e Profeti.

Durante la puntata, intitolata “Noi, in relazione”, era presente anche Vito Fiorino.

Il “migrante figlio di migranti” è un pescatore che con la sua barca, la notte del 3 ottobre 2013 ha salvato molte vite al largo della Tabaccaia, una baia di Lampedusa, dove un’imbarcazione era appena affondata causando la morte di oltre 360 persone.

La sua esperienza e il suo incredibile gesto di solidarietà e di coraggio, è raccontata nel libro “Vito e gli altri”, scritto in collaborazione con Nicoletta Sala, presente durante la puntata, e pubblicato da Mimesis nel 2025.

 

Quella notte udì delle voci (un “vociare”) che inizialmente aveva attribuito ai richiami dei gabbiani, avvicinandosi, tuttavia, scoprì poi centinaia di persone in mare che imploravano aiuto.

Quegli sguardi disperati lo hanno segnato profondamente spingendolo ad accogliere sulla sua barca e a salvare così da morte certa, 47 vite.

La sua è una testimonianza potente della capacità di riconoscere il bisogno dell’Altro, del simile a noi (“noi siamo l’Altro”) e della necessità di restare in relazione all’Altro, per poter vivere appieno l’esperienza di sentirsi se stessi, umani.

 

 

Anna Ferruta nel corso dell’intervista intreccia la presentazione di alcuni temi presenti del suo nuovo libro “Una finestra sulla psicoanalisi”, pubblicato da Cortina Editore nell’ottobre del 2024, ad alcune riflessioni psicoanalitiche che prendono spunto dal racconto di Vito Fiorino.

L’apparente contraddizione di individuo e gruppo, può essere “tenuta insieme” facendo ricorso ad un vertice di osservazione che considera centrale il termine di appartenenza.

Senza un’appartenenza gruppale manca quella base sicura che ci permette di di essere pienamente noi stessi (“senza un’appartenenza gruppale non stiamo in piedi”).

Abbiamo tutti necessità di vivere esperienze condivise intense, ma che rispettino la membrana di contatto.

Spesso, però, si oscilla tra un’eccessiva socialità (nel nostro mondo mediatico unilaterale) o un eccessivo ritiro (come la clinica ci ricorda purtroppo spesso) e questa mancanza di un equilibrio tra i due poli individuo/gruppo mette a rischio la piena esperienza soggettiva, l’esperienza e consapevolezza di essere se stessi e la capacità di accedere alla relazione con gli altri.

Secondo Anna Ferruta, la cultura potrebbe aiutarci a rimettere al centro la  consapevolezza della dipendenza e la psicoanalisi potrebbe insegnare molto nel suo dare valore all’ascolto e alla parola (capace di unire e separare).

L’ascolto in seduta viene dunque a paragonarsi allo sguardo verso l’Altro che ha bisogno di aiuto in mare.

Fondamentale è il richiamo alla necessità di  esperienze relazionali intense che non alterino la qualità personale del soggetto (mamma/bambino, analista/paziente) e che permettano una riorganizzazione personale dell’esperienza.

Ascolto e sguardo dunque, ma anche rispetto verso l’Altro (paziente/migrante) e gratitudine, perché senza l’ascolto dell’Altro non si può raggiungere nemmeno se stessi.

Noi, in relazione. – Uomini e Profeti – Con Felice Cimatti. Vito Fiorino e Anna Ferruta

Fonte: Rai PlaySound

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