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PATERNITÀ: L’IMPORTANZA DEL “QUI E ORA” TRA PADRE E FIGLIO di Claudia Balottari e Matteo Terranova

PATERNITÀ: L’IMPORTANZA DEL “QUI E ORA” TRA PADRE E FIGLIO (here-and-now moments)
di Claudia Balottari e Matteo Terranova

 

“In primo luogo noi siamo vivi e coscienti, da un punto di vista soggettivo, solo ‘ora’. ‘Ora’ è il momento in cui viviamo la nostra vita così com’è (…). Il solo momento di autentica realtà soggettiva, di esperienza fenomenica, è il momento presente” (D. Stern, Il momento presente in psicoterapia e nella vita quotidiana, Cortina, Milano, 2005).

Ci sono volte in cui qualcuno ci racconta di un momento felice. Così dice un padre:

Al mattino seduti al tavolo della cucina dopo la colazione, Teo e il papà si intrattengono chiacchierando e giocando mentre la mamma si prepara per uscire. Questo è uno dei pochi momenti in cui entrambi possono stare insieme durante la settimana.

Teo, che ha appena compiuto tre anni e mezzo, è un fan delle tartarughe Ninja e tiene in mano i suoi due pupazzi preferiti: Don e Leo. 

Don è più piccolo di Leo, ma questa differenza si è rivelata congeniale perché Leo prende spesso le parti di Don mentre al papà affida Leo, più grosso, nonché leader del gruppo delle tartarughe Ninja secondo la storia.

Papà sta armeggiando con un elastico e Teo esclama: “Papà! Me li leghi? A Leo e Don piace stare legati, sono felici!”. “Va bene”, risponde il papà e lega un’estremità dell’elastico al polso di Don e l’altra a quella di Leo. 

Mentre l’operazione ha luogo, Teo commenta: “Loro ricevono tanto amore”. 

Finita la manovra il papà, compiaciuto, porge i pupazzetti a Teo che sorridendo e arrossendo un po’ dice: “Le tartarughe vogliono giocare con il papà”.

UNIRSI PER SEPARARSI

Teo e papà godono di un momento di gioco che mette in scena il reciproco compiacimento: grande e piccolo uniti felicemente, mentre “lasciano andare” la mamma. È un momento di intimità che integra e organizza il “sé emergente” del piccolo Teo in una tensione di crescita e di forza. Reciprocamente, si rinforza il legame affettivo: loro ricevono tanto amore. È questa una parola che contiene tutto, come il punto nero nell’universo: è la forza dell’amore, come cantava Jannacci, e mi e ti nu sem in du” .  Poi… saremo in tre (il terzo è la mamma!), ma non ora.

ADESSO È ADESSO, UN’ALTRA VOLTA È UN’ALTRA VOLTA (da “Perfect Days”)

È un momento intensamente intimo e delicato: il rossore che affiora sul volto di Teo testimonia la complessità di sensazioni implicite nel vissuto corporeo e le emozioni che non trovano parole per dichiararsi tutte. È un amore indefinito, in attesa di aprirsi a definizioni. Per ora c’è una indicazione: continuiamo a giocare, le tartarughe amano il gioco in atmosfera d’amore.  Let’s play again, diceva Winnicott, perché la ripetizione di giochi che confermano reciproco piacere, consolida la soggettività e la consapevolezza nell’itinerario della maturazione. In attesa di giochi futuri, dove le differenze di grandezza e di genere potranno individuarsi, definirsi, tra corrispondenze e contrasti. Preparando le tartarughe ai combattimenti e agli amori futuri.