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Il fatto scelto

Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Alla ricerca della bellezza che cura nel weekend di Pasqua” di Anna Ferruta

Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Alla ricerca della bellezza che cura nel weekend di Pasqua” di Anna Ferruta

di Anna Ferruta

La bellezza del paesaggio, delle persone, della musica, dell’arte, ci incanta. Attraversando tempi difficili, sentiamo l’esigenza di avvicinarci all’arte, di immergerci nella bellezza del paesaggio. Quanto più il proliferare di immagini pubblicitarie, che utilizzano la bellezza per vendere, ci lascia storditi e disorientati (bello si, ma…), tanto più cerchiamo di arrabattarci dicendoci che quello che conta non è l’apparenza, ma la sostanza.  Eppure senza sforzo ci abbandoniamo al balsamo ristoratore che si diffonde da una giornata passata di fronte al mare che si muove e rimanda i suoi profumi e i suoi riflessi cangianti, unendo apparenza, sensazioni e sostanza.

Ci chiediamo dopo questo breve periodo di pausa pasquale, quali flash vengono, proprio qui dal lettino psicoanalitico dove il senso della vista è sacrificato, mentre una paziente racconta l’incontro con la bellezza di una persona o di una musica o di un luogo che l’ha raggiunta, attivando nell’analista una deriva di altre immagini di bellezza.

Che funzione ha la bellezza nella vita delle persone?
Dobbiamo promuoverla o sminuirla come distrazione di superficie da questioni ben più profonde? Si affaccia alla mia mente per contrasto lo squallore ingiusto degli Ospedali Psichiatrici dove l’ambiente degradato rimandava messaggi impliciti di svalutazione e trascuratezza della vita mentale degli ospiti… E poi scorrono davanti ai miei occhi i quadri di Francis Bacon che propongono i tormenti dell’anima in un modo insieme angosciante e bello.
Contrapporre apparenza e sostanza è una falsa pista, mentre si sente l’esigenza di andare alla ricerca del valore ‘curativo’ della bellezza. Accade che in certi momenti, nel corso del dialogo analitico, capiti di esclamare ‘bello’! E’ un evento che ‘avviene’ quando realizziamo la sensazione che hanno preso forma nella comunicazione una molteplicità e complessità di elementi, insieme al desiderio di comunicarli ad altri, in una forma umanamente trasmissibile e condivisibile. Bello come un quadro, come il dripping di Pollock, che unisce in una specie di danza il molteplice della rappresentazione, l’uno dell’autore che lo ha creato, i molti che lo possono incontrare e ne possono godere.