Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: Vacanza-Oasi
di Anna Ferruta
La scuola è finita e i giovani vedono comparire all’orizzonte e prendere forma il profilo della vacanza. Nelle sedute si avverte il respiro dei polmoni che si dilatano, un bisogno di libertà da restrizioni di ogni tipo, anche quelle delle sedute analitiche. Libertà di fare progetti, programmi, ma…
Si sente venir meno quella possibilità di ‘stare con’, senza scopo e progetti, specialmente con il gruppo dei pari. Stare insieme e assistere alle dinamiche che si animano e alle voci che risuonano; ascoltare i silenzi, le incertezze, le accensioni. Invece ora con l’imminenza della vacanza si configura la necessità di muoversi verso mete definite non ancora scelte e fatte proprie.

Si oscilla così tra la troppa organizzazione della vita scolastica e il troppo vuoto, in cerca di quell’ ‘ambiente’ relazionale comunitario e libero nel quale si affollano e si sviluppano le piante nel deserto, intorno all’affiorare di una fonte di acqua.
La vacanza dalla quotidiana vita organizzata non basta, se non ci si imbatte nell’affiorare di uno specchio d’acqua, nell’oasi di incontri insieme rispecchianti e ritempranti, con persone con cui ‘stare con’.