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Il fatto scelto

Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: “Sogno, fantasia e vita reale” di Anna Ferruta

Per la rubrica NOTIZIE DAL DIVANO: Sogno, fantasia e vita reale
di Anna Ferruta

Nel mese di settembre con la ripresa della vita quotidiana ordinaria e di quella straordinaria (guerra, funerali regali, elezioni, ecc.) mi è capitato di pensare a come e quanto si sono verificati passaggi tra sogno, fantasia e vita reale. Un evento come le celebrazioni grandiose delle onoranze funebri per la regina Elisabetta II, che hanno popolato la vita di tutti per giorni attraverso i media, non è diventato materiale presente in modo manifesto o associativo nei sogni dei pazienti. È rimasto in un limbo tra vita reale e fantasia, sospeso, inanimato, infecondo.

Eppure sui nostri lettini capita che bambini e adulti raccontino e sognino rappresentazioni di sé come principesse e principi, che incontrino regine malvagie come in Biancaneve e Alice e Frozen, o fate buone come in Cenerentola. Niente di tutto questo a proposito dell’evento del funerale regale: i sogni e le associazioni ai sogni hanno continuato a seguire le loro vie, tracciate da intense esperienze inconsce, senza utilizzare queste forme, questi resti diurni. Possiamo chiederci perché. Forse l’esibizione ineccepibile di potenza e ricchezza, il dispiegamento di soldati armati in grande uniforme, contrastano con questo nuovo inizio di anno, contrassegnato da sentimenti di smarrimento e impoverimento libidico. La regina e il suo corteo sono rimasti ad abitare un mondo statico di fantasticheria, già pronta e definitiva, in cui non c’è posto per il contributo del soggetto, ridotto a spettatore passivo. Non hanno animato la vita psichica onirica né attinto alla ricchezza delle esperienze intense di angoscia di morte o di attesa di rinascita, che vengono dall’inconscio, cioè alla dimensione che rende la vita psichica soggettiva reale, come impariamo da Winnicott: “Con chiarezza inaspettata abbiamo visto che il sogno e il vivere reale sono dello stesso ordine, mentre il sogno ad occhi aperti è di un altro ordine. Il sogno penetra nel mondo reale nel rapporto con gli oggetti, e il vivere nel mondo reale penetra nel mondo dei sogni, in modi che sono abbastanza noti, specialmente agli psicoanalisti. Per contro, tuttavia, il fantasticare rimane un fenomeno isolato, che assorbe energia, ma che non contribuisce né al sogno né alla vita reale.” (Winnicott D.W. (1971), Gioco e realtà, Armando, Roma, p.61-62). L’invito è dunque a non rifugiarsi nella fantasticheria, ma ad immergersi nella forza di un sogno capace di vivificare il mondo reale con la sua libertà e passione.