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Il fatto scelto

Quali tracce nei luoghi di distruzione? Amnon Weinstein e i violins of hope di Marta Pezzati

By 16 Giugno 2022No Comments

Quali tracce nei luoghi di distruzione?
Amnon Weinstein e i violins of hope
di Marta Pezzati

“Questi violini parlano a tutti e quando parlano a tutti, noi abbiamo ottenuto quello che vogliamo ottenere … io penso che un progetto così, non si può smettere, deve continuare”.
Amnon Weinstein

Amnon Weinstein

Nato nel ‘39, un anno dopo che i suoi genitori sono immigrati in Palestina, Amnon Weinstein ha seguito le orme di suo padre, Moshè, violinista e illustre maestro liutaio originario di Vilnius, diventando a sua volta uno dei migliori liutai del mondo. Ha studiato a Cremona e a Parigi ricevendo certificati di eccellenza per il suono del violino anche negli Stati Uniti e numerosi riconoscimenti in Italia, in Francia e in Germania (tra i quali la Medaglia dell’Ordine al Merito in Germania).

Violins of hope

Fondatore del progetto “Violins of Hope”, i “Violini della speranza”, da oltre due decadi, si occupa di rintracciare e restaurare i violini suonati dai musicisti ebrei durante la Shoah, come tributo nei confronti di coloro che sono stati perseguitati e uccisi prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, inclusi moltissimi suoi parenti, che sono venuti a mancare in Europa, proprio in quei tragici anni.

La toccante intervista presentata in occasione della Giornata della Memoria (e accessibile in streaming al link https://www.youtube.com/watch?v=BI6Nb4SSSb4) ripercorre diversi intrecci tra la storia della nascita dell’Orchestra Filarmonica d’Israele a partire dagli anni di Toscanini direttore, i ricordi del padre Moshè, gli studi di liuteria a Cremona e a Parigi, immagini dell’amata Italia, di cui ancora, dopo anni, parla la lingua e il disvelamento progressivo degli orrori della Shoah, la scoperta della collezione di violini tedeschi raccolta dal padre, l’iniziale rifiuto a voler vedere, il progressivo sentire, invece, di non poterne fare a meno.

Weinstein esprime i suoi vissuti riguardo alla nascita del progetto del restauro di questi strumenti, la sua determinazione, sempre più fortificata nel tempo, di voler rintracciare gli altri ancora esistenti, ridare loro voce e ricostruire la loro storia, proprio come lo psicoanalista opera per ridare voce ad aspetti soffocati e silenziati dei pazienti.

Passato, presente e futuro s’incontrano nelle sue parole: le ricerche sulle attività musicali nel ghetto di Vilnius da cui proviene la sua famiglia, i concerti di  Violins of hope in giro per il mondo, la terza generazione di liutai Weinstein coltivata dal prezioso  lavoro di suo figlio Avshalom che ora vive a Istanbul.