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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

“STORIE NERE IN STANZA D’ANALISI ” di Marcello F. Turno

Storie nere in stanze d’analisi
Marcello F. Turno
Roma: Alpes – 2019

Recensione a cura di Valentina Nuzzaci
Nell’epoca delle serie tv che non si possono non finire di vedere in tutti i loro episodi, il libro di Turno si presenta come una serie di racconti ad episodi che non si riesce a smettere di leggere…fino alla fine, aspettando il sequel.

Speziato, intrigante e fresco quanto basta sembrano gli ingredienti perfetti per un libro da gustare sul lettino da spiaggia. L’omicidio è servito caldo nelle sue (apparenti) freddezze. Ciò che sembra lasciato viene ripreso e connesso, senza mai saturare tutto il pensabile.

Psicoanalisti in clandestinità si muovono senza farsi vedere. In realtà si mostrano più che mai nelle loro dinamiche con i pazienti e nelle loro dinamiche personali.

Questo libro mostra le stanze nere, evocazioni di infantili paure e non solo…quelle in cui avvengono cose interpretabili e non.

Il segreto dell’autore è proporre continui cambi scena, come se fossero abiti, identità, posti in cui potersi trovare e perdersi nel reality narrato. Un misto tra sogno e realtà di altri tempi che garantisce mimetismo a fantasie, paure, desideri e identificazioni.

Le sorprese non mancano nei giri di pagina, ma i punti che colpiscono sono due, l’inizio e la fine…che ovviamente è da leggere.

L’inizio sembra quello di un’ordinaria mattina di lavoro, ma ti prende e ti porta via in un turbine di sentimenti.

La fine è quella di un sogno. Credo che il risveglio a pagina 141 dipenda dal sognatore…Io ricordo solo dei frammenti, in una sorta di elaborazione metabolica nel mio procedere, ma ricordo le sensazioni provate. Questo è il viaggio cartaceo che vi invito a fare quest’estate.

CITAZIONE
Ecco un assaggio da pagina 105:

«Lei è un analista freudiano?»

Infastidito dalla domanda così diretta persi per un attimo il mio autocontrollo:

«Senti bellezza, chi mi dice che non fai parte del comitato di sorveglianza ministeriale e così appena apro bocca mi metto in un mare di guai? Lo sa perfettamente che non ho la licenza di psicoanalista».

«Sarebbe la mia parola contro la sua o crede che nasconda un microfono da qualche parte? Vuole perquisirmi?»

La proposta mi investì come il soffio caldo di una sauna e mi accorsi cha salivavo di nuovo come un cane idrofobo.

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