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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

“VIVERE CON BARBABLU’” di Rita Corsa

Vivere con BarbablùL_Corsa-Barba-Blu
Violenza sulle donne e psicoanalisi
Maria Cristina Barducci, Beatrice Bessi, Rita Corsa
Roma, Edizioni Magi – 2018

 

QUARTA DI COPERTINA
Il dilagante fenomeno della violenza di genere impone anche alla psicoanalisi di far sentire la sua voce.

Come aiutare sul piano intrapsichico, oltre che su quello di realtà, le donne che, adesso sempre più numerose, denunciano di aver subito violenza sia psicologica sia fisica?

A tale domanda, partendo da vertici osservativi diversi ma convergenti, rispondono le autrici di questo saggio, teso ad affrontare il tema da una prospettiva necessariamente integrata, che tenga conto sia del dato oggettivo e della presa di posizione politica, giuridica e criminologica, sia del mondo interno, fortemente traumatizzato, delle donne maltrattate.

Il libro si articola in tre parti e la visione psicoanalitica e psicoterapeutica fa riferimento agli apporti in area junghiana e freudiana, ai lavori sulla psicologia del trauma e agli studi più recenti sull’attaccamento e sulla psicologia relazionale e intersoggettiva, sottolineando come non sia sufficiente proteggere una donna maltrattata con gli strumenti della legge se non si tenta di ristrutturare pure il suo Sé, evitando di ricorrere alla trita interpretazione del “masochismo femminile”.

I contributi delle autrici, partendo dalla disamina della situazione storico-culturale da cui il fenomeno origina, puntano l’attenzione sulla presa in carico necessariamente multidisciplinare da parte dei Centri Antiviolenza, vista la complessità del problema portato dalla singola donna nella sua peculiare individualità, e propongono riflessioni sul mondo psichico femminile anche alla luce della letteratura e della filmografia.

 


CITAZIONI

«Un assordante silenzio per secoli ha impedito che il fenomeno [della violenza sulle donne] emergesse, complice un ordine sociale, culturale, politico, antropologico che, basandosi su idee, simboli, strutture e costruzioni dell’immaginario collettivo occidentale, non permetteva che il fenomeno fosse letto come aberrante» (Barducci, p. 16).

«La violenza contro le donne è una delle principali cause di morte e disabilità per le donne tra i 16 e i 44 anni di età nel mondo e non riguarda soltanto i Paesi poveri o culturalmente arretrati. (…) L’ISTAT illustra una situazione allarmante: il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale; (…) il 21% [ha subìto] violenza sessuale; (…).
Viviamo in un’età in cui l’Occidente avanzato pare aver messo radicalmente in discussione il concetto stesso di “identità di genere”, che è divenuta sempre meno caratterizzata dalla logica binaria e sempre più fluida. Eppure le donne continuano ad essere abusate e molestate sessualmente, stuprate e stalkerizzate in una percentuale drammaticamente simile al passato. La rivoluzionaria idea di “liquidità di genere” qui non sembra affermarsi» (Corsa, pp. 167-171).

«Queste pagine vogliono contribuire a parlare di violenza e a fare cultura; stiamo provando a dare il nostro contributo per connettere un sapere che da quasi cinquant’anni viene coltivato nelle reti dei Centri antiviolenza di tutto il mondo e che ha dato vita a strutture di accoglienza e a un pensiero molto articolato su come combattere la violenza contro le donne» (Bessi, p. 94).

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