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Genitori-figli

KnotGraden: Press Play, Lato A – La musica dell’adolescenza di Monica Bomba

 “La ricerca di una immagine completa di sé in relazione con un oggetto completo è possibile, poiché esiste la fiducia di ritrovare una felicità di cui la memoria porta le tracce ma non la figurazione. Attraverso la fantasia, l’adolescente cerca di crearla – e di costruire una storia – che dia ordine e senso alle vicissitudini fantasmatiche” (G. Giaconia, 1989)

Ho pensato di presentare una selezione tratta dai 6 articoli che compongono il Lato A del numero 1/2024 del KnotGarden, intitolato “Musica e Adolescenza”, curato da Massimo De Mari. Vi propongo così un piccolo assaggio di quel che potrete trovare in questo interessante numero. Per chi vorrà poi leggere gli articoli per intero, trovate il link cliccando sul nome dell’autore.

Cinzia Carnevali – Questo mio lavoro si occupa in particolare della comparsa dell’amore dalla solitudine, dal dolore e dal disprezzo attraverso la musica in adolescenza. Grazie alla musica si raggiunge la possibilità di amare. Penso che con l’aiuto della musica la relazione analitica si “accenda” di desiderio.

Caterina Olivotto – i Måneskin portano la loro esperienza di adolescenti che cercano di far fronte alle turbolenze alle quali questo periodo della loro vita li espone […] Le loro canzoni sottolineano la forza di essere giovani, il diritto di lottare per la libertà di essere ciò che si è, la necessità di essere diversi. Vent’anni ci racconta con delicatezza il diritto di sbagliare, la paura di non riuscire a realizzare i propri sogni e la speranza di riuscire a farcela.

Massimo De Mari – Spesso le tensioni della composizione jazz costituiscono il punto di partenza dell’improvvisazione, l’elemento distintivo del jazz, la variazione sul tema, che arricchisce l’idea originale di nuovi spunti, apre orizzonti nuovi che possono allontanarsi anche di molto dalla struttura di base fino a dare la sensazione di essersi persi e di non riuscire più a trovare il bandolo di una matassa che poi invece, magicamente, ricompare e ci riporta alla sensazione familiare del tema, fino alle battute conclusive del brano.

Qualcosa di analogo succede nel percorso adolescenziale.

Rosa Spagnolo – La musica riesce ad aprire, a volte improvvisamente e inaspettatamente, un corridoio interpsichico attraverso il quale lo scambio può fluire. Questo inizia clandestinamente da qualche parte (impossibile sapere in anticipo chi inizierà e quale sarà l’oggetto dello scambio) e ha il potere di riavviare sia la comunicazione intrapsichica che lo scambio intersoggettivo.

Cristiano Lombardo – Ogni preadolescente e ogni adolescente sono un po’ come “personaggi in cerca d’autore”, bisognosi di modelli forti con i quali potersi identificare nel tentativo di esorcizzare le angosce e le insicurezze insite nel processo di crescita. […] In quell’enorme e labirintica area di transizione che è l’adolescenza, dentro la quale ogni giovane rischia di perdersi, tutte le precedenti acquisizioni vengono travolte dalla tumultuosa corrente del torrente pulsionale che rimette sistematicamente tutto in discussione.

Paola Ferri – Parto dai Rolling Stones, mia passione da sempre […] Li ho conosciuti nella nostra lontana adolescenza, a esprimere ambiguità, rottura e tormento, e rimangono a rappresentare l’adolescente che resta in me, sempre incerto tra rinuncia e rilancio. Nei momenti bui la musica è l’unica consolazione possibile: quel languore blues da cui anche il rock proviene, esprime il difficile equilibrio tra depressione, decadenza, rinascita creativa e spinta a restare in piedi.

(continua)