CHI HA PAURA DELL’ODIO? (Prima puntata)
di Claudia Balottari
L’amore spietato del neonato
“La madre, comunque, odia il suo piccolo fin dall’inizio”: può sorprendere questo enunciato che troviamo nel saggio di D. Winnicott “L’odio nel controtransfert”, del 1947.

Winnicott parla di una particolare relazione tra madre e neonato che – in molti sensi – rispecchia quella tra psicoanalista e paziente. Nelle ultime pagine di questo saggio incontriamo un elenco bizzarro e inaspettato, a prima vista superficiale, a tratti irritante. Un elenco di ben 17 motivi per cui “una madre odia il suo piccolo prima che lui possa odiare lei”. Ecco la lista:
- Il concepimento (mentale) del bambino non le appartiene
- Il bambino non è quello del gioco dell’infanzia, il bambino del padre, del fratello
- Il bambino non è prodotto per magia
- Il bambino è un pericolo per il suo corpo durante la gravidanza e alla nascita
- Il bambino rappresenta un’interferenza nella sua vita privata, una sfida alla precedente occupazione
- In maggiore o minor misura una madre ha la sensazione che sia la propria madre a esigere un bambino, per cui il suo bambino è prodotto per placare la propria madre
- Il bambino le ferisce i capezzoli anche se succhia, perché succhiare, all’inizio, è masticare
- Il bambino è spietato, la tratta come una feccia, una serva non pagata, una schiava
- Essa deve amarlo, i suoi escrementi e tutto, in ogni caso all’inizio, fino a quando il bambino non avrà dei dubbi su se stesso (e sull’amore; N.D.A.)
- Il bambino cerca di farle male, ogni tanto la morde, tutto per amore
- L’amore ardente del bambino è un amore interessato, per cui, avendo ottenuto ciò che vuole, il bambino getta via la madre come una scorza d’arancia
- Il bambino all’inizio deve dominare, dev’essere protetto dalle coincidenze; bisogna che la vita si svolga secondo il suo ritmo e tutto questo esige dalla madre un lavoro continuo e minuzioso. Per esempio, la madre non dev’essere ansiosa quando lo tiene
- All’inizio il bambino non sa assolutamente ciò che la madre fa o sacrifica per lui. E, soprattutto, non può concepire l’odio della madre
- Il bambino è sospettoso, rifiuta il buon cibo dalla madre e la fa dubitare di se stessa, ma mangia bene con la zia
- Dopo una mattina spaventosa con lui, la madre esce, e il bambino sorride a un estraneo che dice: “Com’è carino!”
- Se manca nei suoi confronti all’inizio la madre sa che il bambino gliela farà pagare per tutta la vita
- Il bambino la eccita ma la frustra – la madre non deve mangiarlo né avere con lui un rapporto sessuale
Una madre odia il suo piccolo prima che lui possa odiare lei: ripetiamo questa frase per ricordare che il genitore precede il figlio. La dipendenza vitale e fondante del piccolo dall’adulto non potrà mai trovare perfetta simmetria, o corrispondente reciprocità, neppure nel rovesciamento di funzioni cui la vita li costringerà in certe occorrenze.