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Il fatto scelto

Recensione di Olimpia Sartorelli al libro “Diventare giovani adulti. L’approccio psicodinamico a livello evolutivo e clinico”

Diventare giovani adulti. L’approccio psicodinamico a livello evolutivo e clinico
A cura di Cristina Riva Crugnola
Raffaello Cortina Editore, 2024

Recensione di Olimpia Sartorelli al libro

Il libro “Diventare giovani adulti” verrà presentato online il 6 giugno (h. 21) nell’ambito dell’iniziativa “Libri al Centro”
Per partecipare e sapere di più

La clinica psicoanalitica contemporanea ha spesso messo l’accento sul cambiamento delle tipologie psichiche e psicopatologiche dei pazienti che psicoanalisti  e psicoterapeuti, impegnati in vari contesti di attività (università, ricerca, servizi sanitari, studi privati) incontrano nel quotidiano della loro pratica.

Il volume di recente pubblicazione a cura di Cristina Riva Crugnola si sofferma in modo approfondito su una delle tipologie che potremmo definire nuove, in cui di frequente ormai ci si imbatte nella pratica clinica: i giovani adulti.

Riprendendo la definizione proposta da J.J. Arnett (2000, 2014) di emerging adulthood, gli autori individuano un periodo di sviluppo a sé stante nel ciclo di vita, “a metà tra tarda adolescenza e giovane età adulta”, che interessa soggetti tra i 18 e i 30 anni, tipici delle nostre società occidentali. Si tratta di giovani impegnati nella fine degli studi e nei primi impieghi lavorativi, alla ricerca di una propria definizione soggettivo-identitaria, personale e sociale, in quanto adulti da poco emersi dalla dimensione adolescenziale.

La condizione dei giovani adulti è quindi una condizione di passaggio, in between tra adolescenza e piena età adulta. Come già evidenziato da Freud, ogni fase di passaggio nello sviluppo individuale diviene saliente perché rimette in gioco le criticità attraversate nelle fasi precedenti. Il soggetto, chiamato a trasformare il proprio vissuto di sé a fronte del cambiamento di stato evolutivo, si trova spesso a rivivere a livello psichico le prove affrontate e non sempre sufficientemente elaborate che lo hanno condotto in misura variabile, dall’infanzia all’età adulta, a una progressiva separazione e desidentificazione dalle figure primarie di accudimento e dall’ambiente in cui è nato e cresciuto.

Nel caso dei giovani adulti, gli ambiti di vita che cimentano maggiormente il soggetto riguardano: l’esplorazione identitaria attraverso le relazioni affettive e la sessualità; la centratura su sé stessi, sul proprio presente e futuro prossimo; le attività di studio e di lavoro in cui il soggetto può in vario grado riconoscersi, nonché un senso acuto di instabilità.

Rispetto a queste specifiche tematiche gli autori evocano l’impatto delle forme contemporanee di sessualità transgender e gender fluid, il ruolo pervasivo delle comunicazioni e relazioni online, nonché i vissuti legati al complessivo senso di precarietà economico sociale e di rischio che attraversa la storia e la cultura occidentale dei nostri giorni.

L’osservatorio clinico da cui gli autori prendono spunto per la loro puntuale e ricca riflessione su questo momento di vita comprende esperienze di psicoterapia psicoanalitica in ambito istituazionale e di counseling psicodinamico e intervento psicologico con giovani adulti, maturate nell’ambito del Servizio di counseling psicodinamico dell’Università di Milano-Bicocca.

Per quanto riguarda le problematiche psicopatologiche la ricerca ripercorsa nel testo evidenzia come nell’emerging adulthood possano comparire o intensificarsi in modo consistente disturbi dello spettro ansioso e depressivo, disturbi alimentari (con particolare prima insorgenza di bing eating disorder) e da abuso di sostanze, che ostacolano le realizzazioni personali e sociali a cui il giovane aspirerebbe. Particolare attenzione viene rivolta agli stati mentali a rischio di sviluppo di disturbi psicotici, ai quali viene dedicato un capitolo specifico, considerando che l’intervallo di età maggiormente critico in queste forme di disagio si colloca tra i 15 e i 20 anni, includendo buon parte dell’arco temporale riguardante l’emerging adulthood.

Ampio spazio viene inoltre dedicato alla riflessione sui fattori di rischio e di protezione nella comparsa e cronicizzazione del disagio psichico, che paiono connessi ai livelli di mentalizzazione, allo stile di attaccamento, all’esperienze avverse in infanzia e traumatiche pregresse, alla disponibilità o meno del sostegno genitoriale e di una rete affettiva.

Il lavoro psicoanalitico in questo ambito di cura, estremamente variegato e mutevole, risulta centrato sull’attenzione ai movimenti di “appropriazione soggettiva” (Roussillon, 2006) e di “sviluppo della propria voce” (Chused, 2017) che il giovane tenta di esprimere e sperimentare nel suo presente.  L’intervento clinico è quindi orientato al sostegno del processo di “divenire soggetti”, che in questa fase (a differenza di quanto accade in adolescenza) può maggiormente contare su una condizione mentale caratterizzata spesso da maggiori livelli di benessere e da una maggiore spinta all’esplorazione e alla progettazione del futuro.

Le forme di intervento psicologico possono riguardare:

  • interventi psicoanalitici a più sedute settimanali, nel caso del riemergere di conflitti e introiezioni non sufficientemente elaborate e di intralcio ai progetti evolutivi e alle rinnovate rappresentazione del sé;
  • Interventi di counseling e di psicoterapia, mirati a sostenere il soggetto nelle problematiche specifiche delle circostanze di vita attuali, che si rivelano spesso utili a prevenire e ridurre i rischi di cronicizzazione e peggioramento del malessere espresso.

In ogni tipo di intervento clinico pare comunque essenziale “dar voce al presente” che è il terreno primo di interesse, preoccupazione e desiderio della giovane età adulta.

In questa prospettiva la ricerca sulla psicoterapia psicoanalitica sottolinea la cruciale importanza dell’attenzione al “qui ed ora” della relazione terapeutica e della metacomunicazione rispetto alla relazione stessa, aspetti specifici della cura psicoanalitica, strutturata sull’indagine e l’attenzione ai fenomeni di transfert e controtransfert.

In conclusione potremmo pensare che le caratteristiche della cura della giovane età adulta ci riportino al cuore della cura psicoanalitica, che pone da sempre al centro del suo interesse, da Freud a Lacan, il desiderio del soggetto. Quel “cuore” a volte tenebroso e difficilmente conciliabile con le circostanze di realtà, che tuttavia resta il garante essenziale della possibilità di un’effettiva realizzazione personale. Quel “cuore” di cui parla lo scrittore J.Conrad, ricordato nel volume, a cui potremmo rispondere ricordando le parole di Montale sulla Fine dell’infanzia: “Vivere era ventura troppa nuova ora per ora, e ne batteva il cuore. Norma non v’era, solco fisso, confronto, a sceverare gioia da tristezza” (Montale, 1925).

I giovani adulti paiono spesso navigare in questa  dimensione e l’incontro con lo psicoanalista sembra poter aiutare nei casi migliori a trovare quel “solco”, attraverso la relazione con un oggetto che favorisce il confronto e delinea un limite che accompagna al futuro.

 

Bibliografia
Riva Crugnola C. (2024) Diventare giovani adulti, l’approccio psicodinamico a livello evolutivo e clinico
Raffaello Cortina Editore, Milano, 2024
Montale E. (1925), Ossi di Seppia in E. Montale, Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 2000

Il libro “Diventare giovani adulti” verrà presentato online il 6 giugno (h. 21) nell’ambito dell’iniziativa “Libri al Centro”
Per partecipare e sapere di più

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