Skip to main content
Genitori-figli

Il DISAGIO PSICHICO IN ETÀ EVOLUTIVA Intervista a Laura Colombi (prima parte)

Il DISAGIO PSICHICO IN ETÀ EVOLUTIVA
Intervista a Laura Colombi (prima parte)

Se Fantàsia muore. Occuparsi del disagio psichico attuale di bambini e adolescenti ci mette di fronte a forme di isolamento sempre più diffuse nella nostra epoca.

In un suo lavoro per la Rivista di Psicoanalisi sui fattori di rischio nella clinica psicoanalitica infantile odierna[1] ha rievocato il mondo di Fantàsia, in cui il protagonista de “La Storia Infinita” di Michael Ende, si rifugia, sottraendosi al quotidiano.
La società contemporanea mostra una profonda crisi delle relazioni interpersonali. Il disagio psichico in età evolutiva incontra il disagio della civiltà. In che modo la clinica psicoanalitica infantile ci può aiutare a comprendere ciò che accade nella società?

Sicuramente la clinica infantile, direi la clinica in toto, aiuta a farci un quadro degli effetti che può avere il sociale (inteso anche come struttura economica e culturale) sul funzionamento psichico individuale.
La psicoanalisi si radica, d’altronde, fin dall’inizio su questo nesso. Freud per primo da voce scientifica al legame esistente tra una società con una struttura morale e forti componenti repressive e lo sviluppo nell’individuo di nevrosi collegate alla rimozione di dinamiche e contenuti sessuali.

W. Bischof, Drawing a house, 1945

I “Tre Saggi sulla Teoria sessuale” (1905) fecero un enorme scalpore nel mondo scientifico e non solo.

Su un altro versante, la tragedia della Prima guerra mondiale diede un nuovo impulso allo sviluppo della riflessione freudiana, costringendo Freud a riconsiderare l’elemento ambientale e il peso della realtà esterna nell’origine della sofferenza psichica. Successivamente altri psicoanalisti hanno poi proseguito da diverse prospettive le reciproche dipendenze tra struttura sociale e individuale.

Facendo un salto nell’attualità di ciò che accade, mi sembra sia indiscutibile l’impatto che la sommatoria di fattori sociali traumatici (pensiamo all’evento Covid, alla crisi dei valori, all’instabilità economica e molto altro) hanno su bambini e adolescenti.

Personalmente sono convinta che la tendenza sociale ad “espellere l’Altro” e quella legata alla “accelerazione” del tempo, come assetto esistenziale (implicitamente o esplicitamente imposto dal sistema attuale), siano un potente mixer con rischi patogeni seri per l’infanzia. Un mixer che spinge verso una deriva narcisistica antirelazionale, non considerando (anzi direi spesso svalutando)  la necessità, per uno sviluppo psichico sufficientemente sano, di  uno spazio e di un tempo dove coltivare quegli aspetti relazionali attraverso i quali i bisogni infantili e degli adolescenti possano trovare risposta.

Il bambino piccolo, l’infans, necessita di un ambiente che “dosi” con il giusto ritmo ciò che il bambino è in grado di far proprio. In assenza di questo filtraggio, esercitato dalla funzione materna – ambientale, si crea un’incrinatura precoce della curiosità vitale per il mondo che lo circonda, che può esitare in pericolosi distacchi dal contatto emotivo con gli altri e con Sé.

Dunque, tornando alla sua domanda, sì, penso che se osserviamo con attenzione le forme della clinica infantile e degli adolescenti, il loro anelare a quella dimensione relazionale di gioco e di “incontro” con l’altro, che viene loro spesso sottratta spingendoli verso pericolose dimensioni di ritiro e isolamento, possiamo meglio comprendere come impegnarci a trovare rimedi a questa strisciante spinta autodistruttiva connessa al sociale. Come scriveva anni fa Giuseppe Pellizzari proprio sul sito web del Centro Milanese di Psicoanalisi: “la psicoanalisi è ancora una scienza sovversiva”.

Di fronte a un aumento generalizzato della sensazione collettiva di rischio (legato all’attualità della guerra e alla crescente precarietà economica) assistiamo a quel che R. Bodei definisce come «un progressivo svuotamento degli universi di senso» condivisi. Come se la realtà diventasse troppo minacciosa per essere pensata e affrontata…

La Rivista di Psicoanalisi ha dedicato opportunamente una intera sezione al tema del “Rischio” psicologico, nell’età infantile, in quella adolescenziale e in quella adulta[2]. Una scelta a mio parere molto opportuna, che risponde all’esigenza di tenere aperto l’ambito di riflessione psicoanalitica su fenomenologie cliniche individuali e gruppali che portano in scena quel “progressivo svuotamento degli universi di senso» condivisi, cui fa riferimento in molti suoi scritti in modo articolato e profondo Remo Bodei. Sicuramente ci muoviamo nell’ambito di realtà minacciose, realisticamente e psicologicamente minacciose.

Gli incontri per l’iniziativa Frontiere della Psicoanalisi, che abbiamo organizzato quest’anno insieme a Giovanni Foresti, come Centro Milanese di Psicoanalisi alla Casa della Cultura, erano centrati sul tema “Psicoanalisi, individuo e società alle prese con il caos”, proprio perché ci è sembrato necessario sottolineare questo tema come uno dei più significativi nella contemporaneità.[3] Quando la realtà – interna ed esterna – diventa troppo minacciosa per essere affrontata si fa ricorso a meccanismi difensivi estremi; meccanismi che ricercano nella fuga dal contatto emotivo, nell’annullamento dell’esperienza psichica la soluzione per “catastrofi” inaffrontabili dalla mente. La frattura dell’insieme mente-corpo, il corpo come portatore di sofferenze psichiche dissociate, forcluse, l’agire in luogo del pensare, la fuga-ritiro in mondi fantasticanti, dissociati dalla realtà, di cui parlavo, rispondendo alla vostra prima domanda, ne sono esempi lampanti.  Degli Tzunami nell’area psicologica che in termini bioniani possiamo descrivere come irruzioni di elementi beta non metabolizzabili, che prendono la via di forme sintomatiche.

leggi qui la seconda parte

leggi qui la terza parte

 

[1] Rivista di Psicoanalisi, 2022/3, Raffaello Cortina Editore, Milano.

[2] Cfr. Rivista di Psicoanalisi, 2022/3, Raffaello Cortina Editore, Milano.

[3] Gli incontri del ciclo “Frontiere della Psicoanalisi” sul tema: “Psicoanalisi, individuo e società alle prese con il caos”, sono reperibili in streaming sul sito della Casa della Cultura ( https://www.casadellacultura.it/casa-della-cultura-videoaudio.php )