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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Il “tempo” della crisi è una ballata

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Foto by Attilio Marasco

Dal “crack” di Lehman Brothers a Lehman Trilogy di Luca Ronconi

Di Anna Piletti

Lehman Trilogy, testo di Stefano Massini, ultima e indimenticabile regia di Luca Ronconi, va in scena per la prima volta al Piccolo Teatro Grassi il 15 gennaio 2015. Sono passati pochi anni dal cosiddetto “crack” di Lehman Brothers avvenuto nel 2008: il 15 settembre di quell’anno, un comunicato stampa sanciva la fine della quarta banca d’affari statunitense, una delle più influenti del mondo, e, probabilmente, annunciava la crisi irreversibile di un sistema economico e di valori.

Non a caso, in questi giorni, dove la pandemia da coronavirus spaventa i mercati e pone più di un’incognita sul futuro a tutti gli Stati sovrani colpiti, l’antecedente più ricordato è proprio quello di Lehman Brothers, una banca che si credeva inaffondabile – “too big to fail” si diceva nell’ambiente – una delle più antiche degli Stati Uniti, una delle poche ad aver superato l’altra grande crisi del sistema capitalistico, ancor più frequentemente evocata in queste settimane, ovvero Wall Street 1929.

Una scrittura polimorfica che intreccia la storia delle relazioni con le nuove strutture economiche

Il testo di Stefano Massini non racconta i giorni del crollo e si sottrae ai ritmi e alle forme della cronaca, che potremmo riassumere con l’onomatopea inesorabilmente sintetica del termine “crack” già citato. Piuttosto, con una scrittura polimorfa, che non delega esclusivamente alla dimensione dialogica, teatrale per eccellenza, la conduzione della vicenda, il testo rintraccia una genetica, dove la storia di una famiglia e delle sue relazioni si intreccia con la trasformazione delle strutture economiche.

Parlando di Lehman Trilogy ma anche, in termini più generali, del proprio lavoro di scrittura, Stefano Massini ha più volte individuato nel procedimento onirico, per come è raccontato da Sigmund Freud ne L’interpretazione dei sogni, un modello possibile di riorganizzazione drammaturgica della realtà, dove ogni elemento della messa in scena ha valore solo se rapportato all’insieme. “Fra la cronaca e il teatro – afferma Massini – c’è la stessa differenza che fra un’agenda e un diario: tutti e due parlano dell’oggi, ma solo il secondo organizza i fatti in un sistema complesso”.

Un sistema complesso che in Lehman Trilogy trova nel ritmo un elemento distintivo e strutturante del racconto e che, nella visione registica di Luca Ronconi, si declina in una delle chiavi centrali di interpretazione in palcoscenico e in un paradigma di lettura della crisi.

“Sono tante strofe – dichiarava Ronconi nel programma di sala dello spettacolo – una inanellata nelle altre: in qualche modo verrebbe da cantarla. Contiene ritorni continui, vere e proprie formule, come nella poesia epica. ”

La “ballata” e il ritmo della parola che accompagna il viaggio attraverso le ragioni di una fine

Una “ballata”, questo il termine più volte ripetuto, agli attori durante le prove, ai giornalisti e al pubblico: una ballata il cui ritmo spesso cambia e in cui i refrain contribuiscono a suggerire quel “piano inclinato” (l’espressione è di Luca Ronconi) che conduce, fuori dalla fulmineità suggerita da espressioni come “crack” o “crollo”, alla fine di una banca di un sistema.

Il ritmo dettato dalla parola e dal gesto teatrale accompagnano lo spettatore in un viaggio attraverso un tempo lungo (oltre cento anni di storia americana, e di storia tout court) disvelando, senza esprimere un giudizio morale, le ragioni profonde di una fine. Ragioni che vanno ricercate non solo nella direzione degli spregiudicati, seppur a volte visionari, azzardi finanziari, ma anche e soprattutto nella progressiva perdita del senso delle relazioni umane e dei grandi temi identitari, come la fede – per i Lehman l’ebraismo – la memoria e la morte.

Questo nostro tempo, dove il rallentamento del ritmo dei giorni e dell’economia è tale che nessuno dei fratelli Lehman, imbevuti dal principio di crescita in divenire continuo, avrebbe mai potuto figurare, lo spettacolo di Luca Ronconi e il testo di Stefano Massini appaiono particolarmente efficaci nel suggerire un punto di vista non banale sul tema della crisi e delle economia, fuori da cliché linguistici e di pensiero e invece profondamente fondato sugli strumenti di comunicazione del teatro.

E in un momento in cui i palcoscenici e i teatri sono forzatamente svuotati, fino al 30 aprile Piccolo Teatro di Milano e Rai Cultura hanno reso disponibile la libera visione integrale dello spettacolo sulla piattaforma di RaiPlay. Lo spettacolo è raggiungibile dal sito del Piccolo www.piccoloteatro.org. Oltre a questa data, approfondimenti su Lehman Trilogy (interviste, immagini delle prove e della rappresentazione) su www.piccoloteatro.tv

Lehman Trilogy di Stefano Massini è pubblicato da Einaudi.

Trailer dello spettacolo

https://www.piccoloteatro.tv/luca-ronconi/lehman-trilogy-seconda-parte-trailer

Speciale sullo spettacolo

https://www.piccoloteatro.tv/luca-ronconi/lehman-trilogy-seconda-parte-la-compagnia

 

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