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Centro Milanese di Psicoanalisi - Società Psicoanalitica Italiana

Punti di vista riflessioni sulla pandemia tra perdita e desiderio: il pensiero di Ricciarda Belgiojoso

N° 5 del 21/09/2020

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Piazza della Scala, Milano, 17 maggio 2020. Foto di Silvia Lepore

Il pensiero di Ricciarda Belgiojoso

Terminata la fase di isolamento ci sentiamo collettivamente contagiati – ma anche accomunati – dall’atmosfera emotiva della pandemia. Ci interroghiamo su ciò che abbiamo vissuto e che stiamo ora vivendo. Vorremmo conoscere il suo pensiero al riguardo: in particolare quale è il suo punto di vista, come donna e come direttore artistico di PianoCity, sul vissuto di perdita che ci accomuna e sulla nuova percezione di bisogni e desideri con i quali ci stiamo confrontando oggi?

In questi mesi di confinamento il mondo dello spettacolo ha molto sofferto. La sospensione dei concerti ha portato conseguenze drammatiche per tutti i lavoratori del settore. Se chi pratica l’insegnamento si è adeguato in qualche maniera ai sistemi da remoto, i tanti che vivono dell’attività concertistica sono provati da conseguenze psicologiche legate alla perdita del rapporto diretto con il pubblico oltre che dalle pesanti ripercussioni materiali.

Per i giorni 22-24 maggio avevamo in programma la nona edizione di Piano City Milano, l’appuntamento annuale che coinvolge tutta la città con centinaia di concerti gratuiti in parchi, musei, case e cortili privati e luoghi inconsueti. Portando la musica al di fuori delle sale da concerto, incontro alla gente, Piano City Milano è fondato su una forte relazione con il territorio e con il tessuto sociale. La manifestazione include star internazionali e giovani talenti e coinvolge istituzioni, privati, scuole e associazioni di tutta la città, dai giardini della Galleria d’Arte Moderna di via Palestro al bosco di Rogoredo, dalla Rotonda della Besana al quartiere Adriano, via Padova, Baggio e tanti altri, un festival straordinariamente vitale proprio per lo spirito di condivisione che lo anima, che spinge tanti cittadini ad ospitare a casa propria concerti aperti al pubblico mentre altri si appassionano a maratone musicali di ogni genere.

Un nuovo inizio dopo il lockdown causa Coronavirus: Piano City Milano Preludio

Abbiamo rimandato il festival a data da definirsi ma non potevamo lasciare in silenzio quei giorni di maggio che per tradizione ormai avvolgono la città di un senso di viva partecipazione, per questo abbiamo proposto “un piano per la ripartenza”, un accompagnamento alla cauta riapertura dopo due mesi e mezzo di lockdown: Piano City Milano Preludio 2020. Si sentiva un forte bisogno di sentirsi vicini, per cui abbiamo pensato all’iniziativa come a un evento simbolico per invitare i cittadini a continuare a credere nella forza sociale di Milano, restando uniti e continuando a fare rete, per vivere una nuova normalità e un nuovo inizio.

Abbiamo proposto tre giorni di programmazione in streaming con artisti milanesi e internazionali, da seguire sul nostro sito web e sui nostri canali Facebook e YouTube, per portare la musica a casa del pubblico con collegamenti in diretta da casa dei pianisti e da alcuni luoghi simbolici della città. I musicisti hanno accolto con entusiasmo l’invito a partecipare perché desideravano più di ogni altra cosa di poter tornare a suonare dal vivo e hanno visto in Piano City Milano Preludio 2020 un’occasione per mantenere un legame col pubblico. Grandi nomi come Ludovico Einaudi, Chilly Gonzales e Rufus Wainwright e tanti altri ci hanno generosamente accolto a casa loro per curiosare dietro le quinte del mondo dello spettacolo con un tono confidenziale, dunque non solo a Milano ma a Los Angeles come in Australia. In attesa di ritrovarci ai concerti del festival, questa tre giorni era pensata come una raccolta di momenti musicali carichi di un affetto speciale, per contribuire a ricostruire una forma di prossimità e vicinanza.

In programma c’erano anche alcuni concerti in diretta da luoghi come il Museo del Novecento, il Castello Sforzesco, il Poldi Pezzoli, altri musei e Volvo Studio, sempre da seguire in streaming da casa, e questo è stato un modo per ricominciare a frequentare gli ambienti della città, per rivedere Piazza Duomo dalla splendida prospettiva della Sala Fontana, per rientrare nella magnifica Sala degli Arazzi del Castello, per una visita a Casa Boschi di Stefano.

La compartecipazione, la condivisione della diretta social e la commozione per i primi live

Il sistema della diretta social ci ha fatto sperimentare un tipo di compartecipazione totalmente diverso dalle nostre abitudini, ma in questa forma digitale abbiamo potuto allargarci a un pubblico più ampio: ci hanno seguito in tanti, da oltre centoventi paesi, con commenti e reazioni, confermando la vocazione comunitaria e internazionale di Milano, dandoci un significativo incoraggiamento per tenere duro fino a quando si potrà riprendere la consueta attività.

Abbiamo poi tenuto i primi concerti live dopo il lockdown e questo ci ha emozionati moltissimo: negli anni Piano City Milano ha costruito buffi strumenti ibridi come Piano Bici, Piano Tandem e Piano Risciò, in cui veri e propri pianoforti sono montati su mezzi di locomozione. Generalmente li utilizziamo per creare aggregazione, ad esempio guidando lunghe biciclettate nei parchi a suon di musica: questa volta invece li abbiamo usati nel completo rispetto delle norme di sicurezza che erano in vigore a maggio, in modo da evitare assembramenti, portando la musica a casa della gente come un vero e proprio delivery di un bene di prima necessità. Di sera i mezzi si aggiravano per le strade mentre la gente si affacciava a vedere dalle finestre e dai balconi di casa: video sui social testimoniano la commozione delle persone al suono della serenata.

Era importante per noi tenere vivo il pensiero e le relazioni sociali in nome della creatività, e il sostegno dei nostri partner è stato prezioso: oltre all’indispensabile contributo economico, è stato importante che credessero nelle intenzioni del progetto quanto noi. Il settore dello spettacolo vive oggi in un’incertezza difficilissima da sostenere, le regolamentazioni sanitarie richiedono sforzi gravosi per realtà già terribilmente sofferenti, mentre innumerevoli ottimi artisti possono contare, se va bene, su un paio di date in sei mesi. Il bisogno di ritrovare fiducia, di creare opportunità di lavoro e occasioni per ripristinare il sistema è sempre più intenso.

Nei primi mesi abbiamo provato il silenzio più profondo, un vuoto che alcuni musicisti hanno anche accolto sapientemente elaborando nuove ispirazioni, nuovi ascolti, paesaggi sonori sorprendenti e simpatici insiemi orchestrali virtuali, ma quella inconsueta dimensione percettiva ha spaventato tanti altri per la brusca interruzione di ogni attività e per le prospettive disattese. Poi, tra maggio e giugno, la speranza di ricominciare e l’amarezza di chi non ha potuto farlo perché le limitazioni per il mondo dello spettacolo sono ancora troppe. Ci auguriamo di riuscire a riattivare le relazioni sociali al più presto, ma il timore di non riuscire a ripartire resta diffuso e contiamo nel sostegno alla musica, che può contribuire a sollevarci dai cattivi pensieri.

Ricciarda Belgiojoso – Direzione artistica Piano City Milano

Ricciarda Belgiojoso

Ricciarda Belgiojoso lavora alla direzione artistica dei festival Piano City Milano e Piano City Palermo, cura lo spazio di Radio Classica “Note d’autore, a tu per tu con i compositori d’oggi”, è docente di Musica e Società all’Università di Milano-Bicocca, come pianista si occupa di musica contemporanea.

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